Crisi siriana, secondo la Del Ponte commessi crimini “più gravi dell’Ex Yugoslavia”

    Carla Del Ponte (JOHN THYS/AFP/Getty Images)
    Carla Del Ponte (JOHN THYS/AFP/Getty Images)

    Decise e anche gravi le accuse rivolte oggi da Carla Del Ponte, membro della commissione d’inchiesta Onu sulla Siria e in passato procuratore capo del Tribunale Penale Internazionale per l’ex-Jugoslavia dal 1999 al 2007. Descrivendo la crisi nel Paese mediorientale, il magistrato svizzero ha sostenuto oggi all’Ansa: “Per modalità e per tipologia delle vittime, i crimini commessi in Siria sono assai più gravi di quelli perpetrati nella ex Jugoslavia”.

    “In Siria non esistono buoni e cattivi, e tutte le parti commettono crimini”, ha aggiunto ancora la Del Ponte, che con gli altri membri della Commissione Onu è impegnata in questi giorni in una località turca in una serie di incontri con rifugiati siriani, dissidenti e membri del governo ad interim degli oppositori al regime di Damasco in esilio.

    La Del Ponte ha poi posto l’accento su un’altra questione molto preoccupante: “Le torture vengono commesse in modo sistematico e con metodi per così dire raffinati”. Vittime dei crimini perpetrati dunque sia dai lealisti che dai ribelli sono, conclude il magistrato svizzero, “anche donne e bambini”. Tra circa una settimana, la commissione dovrebbe aver pronto il dossier sulla Siria da presentare al Palazzo di Vetro.

    Redazione online