No Tav: processo a carico di 53 attivisti a Torino e marcia in Val di Susa

No Tav (Getty images)
No Tav (Getty images)

La protesta non si arresta in Val Di Susa con alcuni momenti di tensione registrati tra le forze dell’ordine e circa duecento attivisti del movimento No Tav, la linea ferroviaria Torino-Lione, che nell’ambito di una marcia si stavano dirigento verso i cantieri Tav,

Secondo quanto riporta l’Ansa, il gruppo di attivisti che era partito dall’abitato di Giaglione, è stato bloccato da un cordone delle forze dell’ordine che proteggeva la zona “di interesse strategico”.

I dimostranti hanno vivacemente criticato lo schieramento della polizia e tra slogan e insulti, alcuni No Tav denunciano di essere stati il bersaglio di qualche spintone e manganellata da parte degli agenti.

Proprio oggi, si è aperto nell’aula bunker del tribunale delle Vallette, a Torino il maxi processo a carico di 53 militanti No Tav per i disordini del 2011 in Val di Susa che in aula hanno rifiutato le accuse di terrorismo.
Due imputati hanno presentato la revoca dei loro legali di fiducia in segno di protesta contro un iter processuale che viene considerato”a senso unico in totale assenza di arbitri imparziali”.
Gli attivisti uscendo dall’aula hanno poi insultato la pubblica accusa ed è scattata la richiesta di valutare eventuali reati come l’oltraggio a magistrato.
L’audienza è stata sospesa per consentire ai giudici di nominare gli avvocati d’ufficio per i due imputati che hanno revocato il mandato ai loro legali.

Redazione