Renzi risponde a Saviano: porterò tema delle mafie in Europa

Matteo Renzi (OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images)
Matteo Renzi (OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images)

 

Matteo Renzi ha risposto su Repubblica all’appello inviato da Saviano allo stesso quotidiano contro l’economia criminale. L’ex sindaco di Firenze si è dichiarato pronto a far diventare la lotta alla criminalità organizzata una priorità del suo governo e delle istituzioni: “Questo impegno io lo assumo”, mentre annuncia di voler affrontare il tema anche in Europa “perché non è più solo un problema italiano”.

Il nuovo premier ha le idee chiare sugli interventi da realizzare per combattere la prima azienda italiana per fatturato, quella che lo stesso Renzi definisce Mafia Spa: come prima misura, l’idea è l’istituzione del reato di autoriciclaggio: “In questo senso aggredire i patrimoni mafiosi può essere una delle grandi risposte che il governo è in grado di dare, dal punto di vista economico, per fronteggiare la crisi”. Altro punto da affrontare per Renzi è quello di “ripensare lo strumento della certificazione antimafia con sistemi di controllo” dei capitali illeciti e contro i prestanome.

Secondo il premier bisogna riformare l’Agenzia Nazionale Beni Confiscati, “che oggi è senza capacità di agire con immediatezza ed efficacia: una specie di carrozzino pubblico senza mordente, senza strumenti efficaci”. Infine, Renzi si impegna ad “assicurare alle aziende confiscate agevolazioni fiscali e creditizie; un’impresa sottratta alle mafie che fallisce è una sconfitta che lo Stato non dovrà più permettersi”.

Per combattere le infiltrazioni mafiose in politica, invece, la soluzione proposta è quella di interventi sul tema dello scioglimenti dei consigli comunali: “È necessaria l’individuazione e la scelta dei commissari fra soggetti anche esperti di management e di gestione aziendale, prevedendo che questi debbano svolgere il loro incarico a tempo pieno e che possano operare anche in deroga alle regole del patto di stabilità”. A breve, Renzi si è impegnato a nominare il Commissario anticorruzione, mentre alle vittime della criminalità organizzata promette: “Mai più la sensazione di essere stati lasciati soli dallo Stato dopo aver denunciato!”.

Intanto, Don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione Libera contro le mafie, ha ribadito ad un convegno sui beni confiscati la necessità di riformare l’ente che si occupa di questi sequestri:”Occorre riformare l’agenzia nazionale dei beni confiscati. Inutile mantenere sedi sparse, meglio una, centrale a Roma presso la Presidenza del Consiglio”. Il religioso si è poi augurato che la vendita di questi beni “sia solo un’ipotesi residuale”, ha chiesto l’attuazione dell’albo degli amministratori giudiziari valorizzando le figure oneste e garantendo accesso al credito per le cooperative di giovani ed ha sollecitato il coinvolgimento di imprese sane del “Made in Italy” a supporto di quelle confiscate.

 

Redazione