Giallo a Borgo San Frediano, si sente male e muore dopo l’arresto

    Particolare di un'auto dei carabinieri (Getty Images)
    Particolare di un’auto dei carabinieri (Getty Images)

    Restano tutte da chiarire le circostanze che hanno portato, nella notte tra domenica e lunedì, all’arresto e alla successiva morte per infarto di Riccardo Magherini, il 40enne deceduto in Borgo San Frediano, a Firenze. Il giovane uomo aveva un passato nelle giovanili della Fiorentina, con la quale aveva conquistato nel 1992 il Torneo di Viareggio. Per provare a far luce su ogni aspetto della vicenda, il pm Luigi Bocciolini ha disposto l’autopsia sul cadavere.

    Il 40enne sarebbe stato fermato e immobilizzato dai carabinieri, perché era in stato confusionale e aveva prima distrutto la vetrina di una pizzeria, per poi sottrarre un telefono cellulare, infine si era aggrappato alla portiera di un auto in movimento. Ha raccontato un dipendente della pizzeria, citato da ‘Repubblica’: “Diceva che qualcuno voleva sparargli. Gli ho detto di calmarsi e che avrei chiamato la polizia, ma lui ha tirato una spallata alla vetrina, mi ha strappato il cellulare di mano ed è corso fuori”.

    Sconvolta anche la donna che si trovava al volante dell’auto in corsa: “Ho visto che cercava di affiancarsi, ho accelerato ma è riuscito ad aprire la portiera e a salire in corsa, lo conoscevo di vista, non sembrava pericoloso ma era fuori di sé. Ho frenato e gli ho chiesto di scendere, lui l’ha fatto subito senza dire una parola”. Soltanto l’arrivo dei militari dell’Arma dei Carabinieri è riuscito a bloccare l’uomo.

    L’arrivo dei volontari della Croce Rossa ha poi constatato le gravi condizioni del 40enne, che hanno reso necessario l’intervento di un medico. Poco più tardi, la constatazione della morte, immediatamente dopo il ricovero, a Santa Maria Nuova. A pesare sulla vicenda, sono però le dichiarazioni di una testimone, una studentessa universitaria, che ha raccontato: “Era su un fianco, ho visto chiaramente tre di loro che lo colpivano con alcuni calci in pancia. Non credo sia morto per questo, ma sono cose che non devono succedere”.

    Dietro la morte del 40enne, dunque, ci sarebbe l’ipotesi di un nuovo caso Aldrovandi, anche se un altro testimone dà una versione opposta dei fatti: “Hanno fatto quello che dovevano, l’uomo era completamente fuori controllo e loro si sono limitati a tenerlo a terra. Nessuno ha alzato le mani”. L’uomo, sposato e padre di due figli, aveva trascorso la serata con degli amici, che però non avrebbero notato comportamenti tanto anomali da giustificare quanto poi accaduto.

    Sulla vicenda è anche intervenuto il padre del 40enne, Guido Magherini, che negli anni Settanta vestì diverse maglie di squadre di serie A e B: “Mio figlio era un bravo ragazzo, non so spiegarmi quello che è successo, ma di certo non era un ladro. E’ morto d’infarto in circostanze da chiarire, abbiamo già preso contatto con un medico legale che prenderà parte all’autopsia. Solo dopo aver saputo l’esito dell’esame decideremo se presentare una denuncia”.

    Redazione online