La Ue mette sotto osservazione l’italia per debito eccessivo e scarsa competititvità. Rispondono Renzi e Padoan

La sede della Commissione Europea a Bruxelles (Foto: GEORGES GOBET/AFP/GettyImages)
La sede della Commissione Europea a Bruxelles (Foto: GEORGES GOBET/AFP/GettyImages)

L’Italia non ha fatto in tempo ad uscire dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, nel 2013, che è tornata di nuovo nella lista dei sorvegliati speciali della Commissione Europea. Sul banco degli imputati ci sono debito pubblico eccessivo, tra l’altro in crescita, e continua perdita di competitività. “L’Italia ha fatto progressi verso il raggiungimento dell’obiettivo di medio termine” sui conti pubblici, ciononostante “l’aggiustamento strutturale per il 2014 appare insufficiente”, ha sentenziato la Commissione Ue, che ha insistito sulla “necessità di ridurre il debito ad un passo adeguato”. Al nostro Paese sono stati concessi due mesi di tempo per rimettersi in carreggiata e varare un piano credibile di misure e riforme che interrompano la continua perdita di competitività e frenino la continua crescita del debito pubblico.

Secondo la Commissione europea, l’Italia ha “squilibri macroeconomici eccessivi“, quali appunto debito alto, scarsa competitività, aggiustamento strutturale insufficiente. Squilibri che comporteranno uno “speciale monitoraggio” da parte della Commissione sulle riforme raccomandate all’Italia, con un controllo anche dei bilanci del Paese. A questo proposito, la Commissione presenterà sia all’Eurogruppo (il consiglio dei ministri delle Finanze e dell’Economia della zona euro) che al Consiglio europeo rapporti regolari sulle riforme e politiche che l’Italia adotterà. La Commissione Ue ha fatto anche sapere che a giugno, quando verranno pubblicate le raccomandazioni per i singoli Paesi, “deciderà ulteriori passi” da compiere. Sarà a quel punto che deciderà se aprire o meno la procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese, qualora il piano di riforme presentato non fosse soddisfacente. Intanto, l’Italia è stata messa sullo stesso piano di Croazia e Slovenia, per gli squilibri macroeconomici eccessivi, in un’indagine su 17 Paesi europei con problemi economici. Negli altri 14 Paesi gli squilibri ci sono, ma non sono considerati gravi dalla Commissione europea.

“I numeri UE sull’Italia sono molto duri”, ha scritto ieri sera il premier Matteo Renzi su twitter. “Spero che sia chiaro perché noi dobbiamo cambiare verso“, ha aggiunto rinviando alla conferenza stampa annunciata per il 12 marzo prossimo, quando saranno presentate importanti riforme quali Job’s Act e piano casa.

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che già ieri era intervenuto sulla questione rispondendo al Commissario Ue agli Affari economici Olli Rehn, ha dichiarato oggi al Gr1 che quello della Ue è un “monito severo, ma nella direzione di quello che pensiamo noi”. Il monito della Ue, ha aggiunto Padoan, “mette in evidenza problemi strutturali che conosciamo da tempo, ci incita a far ripartire la crescita, quindi l’occupazione, ed in questo modo a correggere gli squilibri. Non nego che è più o meno quello che dicevo quando ero all’Ocse“.

Oggi, fonti di Palazzo Chigi hanno comunicato che dopo il duro richiamo di ieri dell’Unione Europea all’Italia, per correggere i gravi squilibri macroeconomici non sono necessarie nuove manovre correttive.

Valeria Bellagamba