Roma. Nulla di fatto tra Kerry e Lavrov

John Kerry, segretario di Stato Usa, (Getty images)
John Kerry, segretario di Stato Usa, (Getty images)

Il segretario di Stato americano, John Kerry, ha tenuto una conferenza stampa a Roma, dove è giunto per partecipare alla conferenza sulla questione libica che si è svolta oggi nella capitale. Parlando dalla sede diplomatica statunitensi di Villa Taverna, Kerry ha iniziato il suo discorso parlando dell’Italia e della particolare situazione politico-economica che sta vivendo. Il segretario di Stato, il quale ha già incontrato la ministra Mogherini e che stasera sarà a cena con il premier Matteo Renzi, si è detto fiducioso in merito all’azione che metterà in campo in nuovo governo.

Sulla Libia Kerry ha detto di voler sostenere, con l’aiuto di alleati importanti quali l’Italia, la Germani, la Francia e la Gran Bretagna, il processo di pace che si sta attuando a Tripoli.

Rapidamente il segretario USA è poi passato al tema scottante e attuale della crisi Ucraina, sollecitata anche dall’incontro odierno con il ministro degli Esteri russo Lavrov, svoltosi a Roma proprio in occasione del vertice sulla Libia.

Kerry ha annunciato, con riferimento implicito ai cittadini russi, che gli Stati Uniti non intendono dare visti a coloro che minacciano l’Ucraina.

“Ci riserviamo il diritto per adottare delle misure eccezionali – ha proseguito – ma vogliamo che il presidente Putin capisca che la nostra preferenza è quella di tornare a una situazione di normalità”.

“Combattere per i valori nei quali tutti crediamo e che definiscono le nostre democrazie”, questo, a detta di Kerry, è l’intento che guida l’azione degli USA.

Rispondendo alla domanda di una giornalista della CNN che gli chiedeva se e come gli Stati Uniti hanno intenzione di rispettare la volontà di autodeterminazione dei cittadini della Crimea, il segretario di Stato ha affermato: “La Crimea è parte dell’Ucraina, la Crimea è l’Ucraina e noi sosteniamo l’integrità territoriale del paese. La costituzione ucraina richiede che tutto il territorio ucraino sia coinvolto in un referendum che interessa coinvolga la questione dell’unione del territorio”.

 

Redazione online