Ucraina, Gazprom a Kiev: “Pagate i debiti o chiudiamo i rubinetti del gas”

Gasdotto della Gazprom (AHMAD AL-RUBAYE/AFP/Getty Images)
Gasdotto della Gazprom (AHMAD AL-RUBAYE/AFP/Getty Images)

Nella crisi tra Russia e Ucraina un ruolo fondamentale è svolto dalla commercializzazione di gas e proprio in queste ore si è diffusa una notizia che potrebbe mettere in ginocchio non solo Kiev, ma anche diversi Paesi occidentali. L’amministratore di Gazprom, Alexei Miller, ha infatti nel pomeriggio di oggi paventato la possibilità che l’azienda russa chiuda i rubinetti a Kiev: “Di fatto l’Ucraina ha smesso di pagare il gas. Non possiamo consegnare il gas gratis. O l’Ucraina paga il suo debito e le forniture in corso o c’è il rischio che torniamo alla situazione di inizio 2009”.

Gazprom ha evidenziato che il debito totale dell’Ucraina nei confronti della società ammonta a 1,89 miliardi di dollari. Da qui, l’interpellanza parlamentare presentata dal senatore del Partito Democratico Francesco Scalia ai ministri dell’Economia e dello Sviluppo Economico, Pier Carlo Padoan e Federica Guidi: “Quali soluzioni alternative di approvvigionamento di gas intende predisporre il Governo italiano nel caso di una escalation della crisi ucraina che comporti un eventuale interruzione di fornitura di energia, soprattutto nel lungo periodo”.

Contro un eventuale acutizzazione del conflitto, è oggi intervenuta anche la Conferenza Episcopale Italiana, che fa proprio “l’auspicio espresso all’Angelus domenica scorsa da Papa Francesco, affinchè le diverse componenti di quel Paese sappiano adoperarsi per il superamento delle incomprensioni e per costruire insieme il futuro della Nazione” e invita tutte le comunità di fedeli a una giornata di preghiera e riflessione per domenica 9 marzo.

Redazione online