Egitto, medico militare: “Ecco la cura per sconfiggere l’Hiv”. Comunità scientifica in rivolta

Farmaci antiretrovirali (ADEK BERRY/AFP/Getty Images)
Farmaci antiretrovirali (ADEK BERRY/AFP/Getty Images)

L’Hiv, il virus che genera poi l’Aids, può essere sconfitto; ad affermarlo è stato – lo scorso 26 febbraio – il medico militare dell’esercito egiziano Ibrahim Abdel Aati, presentando in conferenza stampa un dispositivo “che trasforma il virus in nutrimento per il corpo”. Secondo la suggestiva tesi del medico egiziano, il dispositivo sarebbe molto simile a quello utilizzato per le dialisi: tiene tirato via il sangue infetto, che passa attraverso un macchinario che lo purifica “rompendo le cellule del virus e trasformandole in aminoacidi”, per poi tornare in corpo.

Rabbia della comunità scientifica nei confronti dell’esercito egiziano, alla guida del Paese nordafricano. Gamal Shiha, specialista del fegato, ha sentenziato: “Ciò che è stato detto non è scientificamente provato. Non c’è nulla di pubblicato, nessuna conferenza medica e non esiste un solo eminente professore intorno al progetto”. Aggiunge Emma Thompson, specialista di malattie infettive presso l’Università di Glasgow: “Non riesco a trovare alcuna prova sostegno dei proclami che questo dispositivo rilevi l’epatite C o qualsiasi altro virus come indicato nel brevetto, né una spiegazione teorico razionale e chiara su come dovrebbe funzionare”.

Polemizza con la “scoperta” anche Essam Heggy, consigliere scientifico del presidente ad interim egiziano Adly Mansour, spiegando a un quotidiano del Paese: “Quello che è stato detto e pubblicato circa l’invenzione delle forze armate danneggia l’immagine degli scienziati e della scienza in Egitto”.

Redazione online