Lecco, tre sorelline uccise: padre ritentrato in Italia sarà sentito dai Carbinieri

Particolare di un'auto dei carabinieri (Getty Images)
Particolare di un’auto dei carabinieri (Getty Images)

Il padre delle tre bambine uccise ieri dalla loro madre è rientrato in Italia dall’Albania per condividere il dolore con i suoi famigliari.

Baskim Dobrushi, nell’apprendere la notizia dal fratello in Italia, ha immediatamente preso un volo da Tirana per Malpensa da dove poi nella tarda serata di ieri ha raggiunto l’abitazione del fratello situata nella frazione di Chiuso, nelle periferia di Lecco a poca distanza dal luogo della tagedia.

L’uomo, un operaio che era in corso di separazione dalla moglie sarà sentito nella giornata di oggi dai carabinieri che come riporta l’Ansa, hanno voluto rispettare il suo dolore e per questo hanno preferito non ascoltarlo subito.
Secondo le indiscrezioni, i carabinieri cercheranno di capire quali fossero i rapporti con la moglie.
Infatti sembra che il marito avesse un’altra relazione da alcuni mesi con una donna che era partita con lui in Albania.
Oltre alle gravi difficoltà economiche della madre delle bambine, si pensa che la donna sia stata colpita da una forte crisi depressiva e il fatto che l’uomo sia andato in Albania con l’altra donna potrebbe aver alimentato la disperazione della donna.

Intanto emergono descrizioni agghiaccianti sulle modalità del feroce crimine. Come riporta il giorno.it, la madre avrebbe rincorso nella casa con due coltelli da cucina la bambina più grande Simona di 13 anni che avrebbe tentato di difendersi, mentre le più piccole Kesi di 10 e Sidny di 2 anni sarebbero state uccise nel sonne.
La donna le avrebbe colpite ripetutamente e sulle due bambine più grandi sono stati trovati dei tagli alla gola.
Secondo quanto si apprende, successivamente, la madre avrebbe adagiato le bambine sul letto ed avrebbe tentato di uccidersi tagliandosi le vene dei polsi.
La donna sarebbe poi andata a bussare alla porte del vicino di casa che ha subito chiamato il 118 e i carabinieri.
La donna, Edlira Dobrushi di 37 anni, che è ora ricoverata in ospedale all’Alessandro Manzoni nell’interrogatorio ha confessato tutto: “Ero disperata, sono stata io”.

La madre su Facebook aveva postato il 3 marzo una messaggio nel quale diceva aveva scritto che le mie figlie sono tutta la mia forza”.
Come riporta il giorno.it, “fa effetto la frase pubblicata il 25 febbraio Ricordati sempre che non è il coltello in sé che ferisce, ma la mano che lo impugna

Redazione

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