La Kyenge pronta a lasciare il Pd: “Hanno salvato Calderoli”

Cecile Kyenge (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)
Cecile Kyenge (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

Dopo che l’Aula del Senato ha respinto ieri la richiesta di autorizzazione a procedere contro il senatore della Lega Nord Roberto Calderoli per gli insulti all’ex ministro del governo Letta, Cecile Kyenge, l’eurodeputata del Pd sembra pronta a lasciare il partito: “Dipende dai comportamenti che ci saranno nei prossimi giorni”. Una frase in parte smentita da un tweet: “No, non lascio il mio partito, ma chiedo al Pd una seria riflessione”. Il partito guidato da Renzi ha di fatto avallato col proprio voto la tesi che “Quando la vedo non posso non pensare a un orango”, frase pronunciata da Calderoli nell’estate 2013 riferendosi alla Kyenge, non ha connotazioni razziste.

L’ex ministro però non ci sta e spiega a ‘Repubblica’: “I parlamentari del Pd che hanno votato così dovranno risponderne alla propria coscienza.  una scelta grave, perché è un caso di razzismo”. La Kyenge pone in maniera decisa alcune questioni: “Non polemizzo, ma una domanda a quelli del mio partito che hanno votato così voglio rivolgerla: si sono interrogati sul serio sull’effetto che avrà questo voto, da domani? Con che coraggio potremo trasmettere il valore di custodi dei diritti ai giovani?”.

Rispetto all’ipotesi che il Pd abbia “salvato” Calderoli in cambio della rinuncia agli emendamenti presentati al ddl sulle riforme, l’eurodeputata chiarisce: “Questo punto riguarda la responsabilità personale di tutti i senatori. Non tocca a me indagare”. In ogni caso, “quando si entra nelle istituzioni, si fa giuramento di adempiere in trasparenza ai propri compiti. E quindi chi trova scusanti dovrebbe domandarsi: sono davvero al mio posto?”. In definitiva, per la Kyenge, “se qualcuno ha considerato un’attenuante il fatto che Calderoli si sia scusato, forse ha sbagliato davvero posto”.

Gm