“Noi africani ci crediamo eurocentrici, ma non è così”

Fortuna Ekutsu Mambulu (Youtube)
Fortuna Ekutsu Mambulu (Youtube)

Fortuna Ekutsu Mambulu, 31 anni, nato a Kinshasa, in Congo, in Italia dal 2002, è il fondatore dell’African summer school, un corso di business dedicato in maniera specifica agli Stati africani, perché – spiega il giovane – “cresciamo con un punto di vista eurocentrico, siamo abituati a svalutarci, a pensare che nelle nostre terre senza l’aiuto dei bianchi non si possa fare niente. Invece non è così”. Secondo Mambulu, “si parte con le migliori intenzioni, studiare in Europa per aiutare un giorno il nostro continente, ma poi va a finire che restiamo qui, lavoriamo qui e facciamo famiglia qui”.

Ecco dunque l’obiettivo della “sua” scuola: “Serve a far conoscere le imprese locali di successo, ad analizzare limiti e risorse delle varie aree e offrire strumenti per intervenire nel concreto”. In tre anni di corsi, tanti gli argomenti affrontati, dagli errori nell’economia africana al calcio come strumento in mano al colonialismo, partendo sempre dall’assunto “geografico” che “la grandezza del continente africano è sottostimata ed equiparata agli Stati Uniti. Una falsa rappresentazione frutto della visione occidentale del mondo”.

Tanti gli esempi positivi citati dal 31enne di come gli africani possano fare business anche nel loro continente: “C’è una grande azienda agricola ecosostenibile in Benin gestita da gente del posto e aziende che producono automobili con ingegneri e manodopera locale in Nigeria e Ghana”. Importante “anche il lavoro intellettuale. Vogliamo coltivare una nuova classe di pensatori africani”. L’idea nasce su Facebook qualche anno fa: “Ho lanciato l’idea e proposto alcuni ospiti, è esploso subito l’entusiasmo, così ho deciso di darmi da fare”, racconta Mambulu, che non nasconde il suo sogno: “Diventare professore all’università nel mio Paese di origine”.

GM