Presidente della Commissione Antimafia indagata per voto di scambio mafioso

Monica Paolino
Monica Paolino (Facebook)

Sembra un ossimoro, un paradosso eppure l’Italia è il Paese dove l’assurdo diventa vero, il surreale diventa reale. La protagonista è Monica Paolino, consigliere regionale di Forza Italia e presidente della commissione Antimafia del Consiglio regionale della Campania. La Procura di Salerno l’ha iscritta oggi nel registro degli indagati con l’accusa di voto di scambio politico elettorale di tipo mafioso. E’ l’annoso problema: chi controlla i controllori? In questo caso ci hanno pensato la Direzione Investigativa Antimafia e i Carabinieri che hanno perquisito la casa di Salerno della Paolino, l’abitazione che la consigliera regionale condivide con il marito, Pasquale Aliberti, sindaco della città e anch’egli indagato.

E dire che Monica Paolino non era nemmeno nella famosa lista dei cosiddetti impresentabili proposta a fine maggio dalla Commissione parlamentare Antimafia presieduta da Rosy Bindi. Una lista che aveva fatto molto discutere dato che includeva politici quasi tutti campani compreso l’allora candidato (poi eletto) alla presidenza della Regione De Luca. Lo stesso De Luca, condannato in primo grado per abuso d’ufficio, aveva parlato di atteggiamento diffamatorio da parte della Commissione: “Contro di me c’è stato un episodio sgradevole, quando si è dato vita ad una iniziativa che era sul piano umano volgare e diffamatoria, sul piano politico infame e sul piano costituzionale eversiva”.

Il fatto che la Paolino non fosse in quella lista getta effettivamente nuova luce sulla credibilità della lista stessa e comunque fa capire che il lavoro della Bindi non era da considerarsi certamente esaustivo. Tra l’altro la parlamentare del Pd è tornata alla carica proprio pochi giorni fa scatenando infinite polemiche con le sue dichiarazioni su Napoli e la Campania: “la camorra è un dato costitutivo di questa società, di questa città, di questa regione. Siamo particolarmente preoccupati in questa fase”.

F.B.