Fidel Castro: “Accolgo Papa Francesco con profondo affetto e rispetto”

HAVANA, CUBA - SEPTEMBER 19: Pope Francis greets the parioshioners during his arrival to Cuba on September 19, 2015 in Havana, Cuba. Pope Francis is on a three days visit to the island where he will be traveling to Holguin, Santiago de Cuba al El Cobre, the visit includes a meeting with Cuban President Raul Castro and a Mass at Revolutiion Square. (Photo by Ernesto Mastrascusa/LatinContent/Getty Images)
(Ernesto Mastrascusa/Getty Images)

Papa Francesco è  a Cuba per un lungo viaggio che lo porterà in tre città dell’isola negli Usa. Sceso dall’aereo intorno alle 16 ora locale, le 22 italiane, Bergoglio ha salutato il presidente Raul Castro e ha abbracciato i bambini accorsi alla scaletta dell’aereo. Raul ha recapitato il messaggio che Fidel Castro ha rivolto al Pontefice «lo accolgono con profondo affetto, rispetto e ospitalità» ha detto il  líder máximo tramite il fratello, ringraziando  il Papa per il ruolo  svolto nel disgelo tra Cuba e gli Usa. Papa Francesco ha parlato di «Sentimenti di speciale considerazione e rispetto» nei confronti di Fidel Castro. Sono state le sue prime parole in terra cubana, durante il discorso pronunciato all’aeroporto. Beroglio  ha aggiunto: «Vorrei inoltre che il mio saluto giungesse in modo particolare a tutte quelle persone che, per diversi motivi, non potrò incontrare e a tutti i cubani dispersi nel mondo». Il Papa, dopo questo primo accenno ai detenuti e ai perseguitati, ha auspicato che «La Chiesa continui ad accompagnare e incoraggiare il popolo cubano nelle sue speranze e nelle sue preoccupazioni con libertà e con i mezzi e gli spazi necessari per far giungere l’annuncio del Regno fino alle periferie esistenziali della società». Nel salutare il Pontefice Raul Castro aveva toccato subito i nodi ancora irrisolti del rapporto cono gli Usa: «L’embargo che provoca tante sofferenze alle famiglie cubane è crudele, immorale e illegale e deve cessare» per fare un esplicito riferimento  al punto forse più dolente: «Il territorio che occupa la base navale di Guantanamo deve essere restituito a Cuba e altre questioni devono essere risolte». Raul Causto ha inoltre auspicato il  disarmo, a cominciare da quello nucleare. «La normalizzazione dei rapporti tra gli Stati Uniti e Cuba deve essere esempio di riconciliazione per il mondo intero in questa terza guerra mondiale a pezzi che stiamo vivendo» è stata la risposta di Papa Francesco che, citando Papa Wojtyla, ha chiesto: «Cuba si apra con tutte le sue magnifiche possibilità al mondo e il mondo si apra a Cuba». Durante il volo che lo portava vero l’isola dei Caraibi Beroglio aveva detto, parlando con i giornalisti: «Credo che oggi il mondo sia assetato di pace» una convinzione, quella del Pontefice, confermata da un incontro avuto con una famiglia di profughi siriani ospiti nella parrocchia sant’Anna in Vaticano poco prima della partenza. Il Pontefice ha detto di  essersi «emozionato tanto: si vedeva il dolore nei loro volti». L’emozione non è mancata a Cuba l’accoglienza del popolo cubano è stata infatti straordinaria: “Più di 100 mila persone hanno salutato Papa Francesco lungo i 18 chilometri che separano l’aeroporto Josè Martì dal centro dell’Avana”, ha riferito il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. Le immagini hanno mostrato un costante assieparsi di persone  che diveniva una folla sempre più grande mentre il Pontefice si avvicinava alla Nunziatura.

Il  viaggio ha prodotto effetti  diplomatici già prima della partenza. Barack Obama e Raul Castro si sono sentiti al telefono e si rivedranno il 28 settembre a New York, al Palazzo di Vetro. L’incontro  tra Papa Francesco e il leader cubano  è previsto per domani