Pubblica amministrazione: la mappa del “marcio”

Guardia
Guardia di Finanza (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

4.835 dipendenti pubblici in soli sei mesi hanno alleggerito, con ruberie e sprechi, le casse dello Stato di tre miliardi di euro: è ciò che emerge da un rapporto della Guardia di Finanza sui danni erariali contestati tra il 1 gennaio e il 30 giugno 2015, rilanciato oggi da ‘Corriere della Sera’ e ‘Il Giornale’. Sono accusa politici, medici, impiegati e funzionari, a cui ora la Corte dei Conti provvederà a far restituire il maltolto. Un dato si palesa in maniera evidente su tutti: quasi un miliardo di euro riguarda la cattiva gestione del patrimonio immobiliare.

Nel complesso, sono 1.290 le segnalazioni inviate dalla magistratura ordinaria o dalle Fiamme gialle ai giudici contabili, un aumento di contestazioni pari al 13% in più rispetto ai primi sei mesi del 2014.  I reati maggiormente contestati sono quelli di corruzione, concussione, truffa, turbativa d’asta. Si mette inoltre in risalto il grande lavoro fatto negli ultimi mesi dalla Guardia di Finanza. C’è un intero capitolo dedicato ai mancati guadagni o meglio alle perdite dello Stato sul patrimonio immobiliare: il business delle case popolari utilizzate come oggetto di voto di scambio; a Roma ad esempio queste vengono affittate a 7 euro al mese. In provincia di Bolzano, invece, la mancata riscossione dell’affitto per l’occupazione di suolo pubblico ha causato in un comune perdite per 350mila euro.

Nella sanità pubblica, il danno accertato è di 800 milioni, mentre 2.325 persone sono state arrestate o denunciate dalla Finanza e 264 pratiche sono state aperte. Per quel che riguarda infine i mancati controlli sulle pensioni, emerge emblematico il caso di un dipendente che a Catanzaro per sette anni ha intascato contemporaneamente stipendio e pensione; subito dopo il congedo, “ha presentato domanda di riammissione in servizio presso la sua azienda confidando che le esigenze di organico gli avrebbero consentito di tornare immediatamente al proprio posto, cosa che è effettivamente accaduta”. I dirigenti però si sono scordati di segnalare l’assunzione all’Inps e il dipendente ha intascato illecitamente 700mila euro.

GM