Riforme: nel Pd c’è l’intesa, 82milioni di emendamenti da Lega

Roberto Calderoli (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
Roberto Calderoli (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

“Chihuahua doppiati da orsi”, così ieri sera Maurizio Crozza, ospite della trasmissione di La7 ‘DiMartedì, ha definito gli esponenti della minoranza dem e l’immagine rende bene l’idea dopo che la montagna di polemiche dei giorni scorsi ha partorito un topolino. Sono infatti appena tre gli emendamenti presentati dalla maggioranza, a firma della senatrice Pd Anna Finocchiaro, dopo l’accordo raggiunto nella notte sul ddl Boschi. Lo stesso ministro delle Riforme, però, prende tempo e sulla possibilità che ora la minoranza del partito ritiri i suoi emendamenti spiega: “C’è tempo, vediamo. Gli emendamenti si presentano e si ritirano. Intanto abbiamo lavorato sui testi”.

Ieri, parlando con i suoi, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si era detto convinto che l’accordo “è già chiuso, al massimo saranno in cinque a non votarlo”. A pesare sulla scelta della minoranza dem sarebbero state proprio le parole del premier-segretario alla direzione del partito, come spiegato dal suo predecessore, Pierluigi Bersani, dalla Festa dell’Unità di Modena: “Se la proposta di Renzi è quella che ho capito io, per cui il popolo sceglie i senatori e i consiglieri regionali ratificano, allora sì, questo può essere il ritorno del metodo Mattarella”.

“C’è stata una apertura significativa”, ha sottolineato Bersani, che a ‘Repubblica’ ha chiarito: “Mai voluto scissioni. E anche questa battaglia sul Senato, vorrei fosse chiaro, non è una battaglia di corrente, mi amareggia sia stata descritta cosí. Io l’ho fatto per evitare che nei consigli regionali si aprissero le trattative per chi fa il senatore”. Per l’ex segretario, dunque, “cosí facciamo una bella e importante riduzione del danno, perché aumentiamo l’importanza del ruolo di garanzia del Senato e ridiamo lo scettro della scelta dei senatori al popolo” e quindi “non c’è più bisogno di Verdini”.

Gli emendamenti di Calderoli

La maggioranza di governo si deve però ora scontrare con l’annuncio del senatore della Lega Nord Roberto Calderoli, che ha spiegato come il Carroccio ha presentato oltre 80 milioni di emendamenti al ddl Boschi, per la precisione 82.730.460, che dovrebbero servire a “fare affondare la riforma a Palazzo Madama”. Un nuovo “record”, “da guinness”, che è “difficile da battere”, ha messo in evidenza Calderoli, sostenendo: “Il record era sempre mio ma era fermo a 510.293 proposte di modifica in commissione”. L’ex ministro ricorda: “Tanto tempo fa, un record era stato raggiunto da Mara Malavenda [ex leader dei Cobas, eletta con Rifondazione e subito espulsa, ndr], con 116mila emendamenti ma non sono mai stati riconosciuti ufficialmente”.

GM