Sla, epilessia e sclerosi multipla: scoperto meccanismo regolatore

Ricerca scientifica (JENS SCHLUETER/AFP/Getty Images)
Ricerca scientifica (JENS SCHLUETER/AFP/Getty Images)

Importanti novità sul fronte della medicina d’avanguardia, con riferimento alla cura di tre gravi patologie, vale a dire la SLA, l’epilessia e la sclerosi multipla. E’ stato infatti scoperto un meccanismo regolatorio fondamentale di neuro-ossidazione (Nox) nel processo patologico, che verrà presentato a partire da oggi in anteprima a Torino, durante il simposio internazionale progetto europeo Neurinox, convegno incentrato sui risultati di un progetto durato ben cinque anni e che ora potrebbe permettere di “personalizzare” la cura della malattia.

Sottolinea il professor Adriano Chiò (Direttore del Centro regionale esperto per la SLA dell’ospedale Molinette), che insieme al dottor Andrea Calvo ed ai biologi dottor Federico Casale e dottor Giuseppe Marrali, ha guidato il team in particolare sulla parte dello studio sulla Sla e sulla polineuropatie degenerative: “Abbiamo scoperto che se  varia l’attività di questo enzima, che produce ossigeno ossidante,  cambia anche il livello di gravità della malattia. Nella Sla, ad esempio, se l’attività dell’enzima è bassa, il pazienta sta meglio. Nelle polineuropatie infiammatorie, invece, il paziente sta meglio se l’attività dell’enzima è alta. Un meccanismo opposto dunque”.

Prosegue Chiò: “Anche il presidente degli Stati Uniti Obama ha parlato di recente di ‘medicina di precisione’ e stiamo andando sempre più in questa direzione, intervenire direttamente in modo più selettivo tenendo conto delle caratteristiche di ciascun paziente”. Complessivamente nel progetto sono stati coinvolti 130 pazienti affetti da SLA, 70 dei quali da malattie extrapiramidali e polineuropatie, confrontati con 130 persone sane. Secondo la scoperta, la proteina Nox2 l’abbiamo tutti, malati e sani, ma la sua attività varia da persona a persona, per cui occorre regolarla. A tale scopo sono allo studio farmaci in grado di farlo: “Quando sarà possibile utilizzarli, allora si avranno risultati concreti”, conclude Chiò.

 

GM