Usare la ‘pet therapy’ per combattere le tossicodipendenze

PHILADELPHIA, PA - SEPTEMBER 22: Craig, who is homeless, sits with his dog Chester at the Broad Street Ministry, (BSM) which serves thousands of free meals five days per week while also providing the homeless with a mail center, a clothes mending facility, counselling and medical screenings for the homeless and those that are in financial distress, on September 22, 2015 in Philadelphia, Pennsylvania. Philadelphia is preparing for the arrival of Pope Francis, a vocal advocate of the homeless and marginalized. The Pope will be making his first trip to the United States on a three-city, five-day tour that will begin in Washington on September 22, then travel to New York City and Philadelphia. The Pope will depart on September 27. (Photo by Spencer Platt/Getty Images)
(Spencer Platt/Getty Images)

Vivere con un animale fa bene. Potenzia le difese immunitarie dei bambini, ci si sente in compagnia, migliora l’umore. Queste ed altre qualità degli amici a quattro zampe sono scientificamente dimostrate. Una ulteriore conferma dei benefici che può dare la vita con un animale è  ‘Cani da vita’, un progetto portato avanti da 20 anni nella  comunità di San Patrignano per aiutare a uscire dalla tossicodipendenza. La vita quotidiana con gli animali insegnerebbe ad avere scambi emozionali, a superare diffidenze riaprendosi al prossimo e ad essere responsabili, dovendo avere cura di un cane. Il progetto di ‘pet therapy’ ha avuto anche dei riscontri occupazionali. Grazie ai corsi di formazione – il primo fatto nei primi anni 90 – molte persone escono dalla comunità e intraprendono un percorso professionale, iniziando a svolgere lavori nel settore come, per fare qualche esempio, allevatori, tolettatori, assistenti nei canili. Ancora una volta, il cane si dimostra uno dei migliori amici dell’uomo.

L. B.