Il cartello fuori dalla chiesa: “Via i bimbi che disturbano”

La Chiesa di San Filippo Neri (CC-BY-SA-3.0)
La Chiesa di San Filippo Neri (CC-BY-SA-3.0)

“Durante le celebrazioni liturgiche, i genitori dei bimbi che disturbano sono pregati di portarli altrove”, questo il cartello apparso fuori dalla chiesa di San Filippo Neri in via Maria Vittoria a Torino e ripreso nelle scorse ore da Repubblica.it, che evidenzia come sia quasi una contraddizione che quelle parole siano apposte fuori da un edificio di culto dedicato alla memoria di un santo, ribattezzato come “il santo della gioia” o “buffone di Dio”, il quale nel corso della sua vita radunò attorno a sé un gruppo di ragazzi di strada, avvicinandoli alle celebrazioni liturgiche e facendoli divertire.

Non è la prima volta che fuori dalle chiese vengono segnalati cartelli che indicano comportamenti da non tenere in un edificio di culto, come quello affisso da un sacerdote del vicentino: “Silenzio, evitiamo rumori non necessari (telefoni, tacchi, tossi, cerniere)”. E poi, un’ulteriore precisazione: “Parliamo, se necessario, sottovoce”. Il cartello non è rivolto tanto ai fedeli quanto ai tanti avventori occasionali e turisti, che non mantengono il rispettoso silenzio nel corso delle celebrazioni liturgiche.

“In questa chiesa è vietato l’ingresso ai razzisti. Tornate a casa vostra”, è invece il messaggio lanciato un paio di mesi fa da don Gianfranco Formenton, parroco di Sant’Angelo in Mercole a Spoleto, che aveva poi specificato: “E’ un invito delicato a tornare a casa a riflettere…che la ‘Casa del Popolo di Dio’ non è il posto per chi rifiuta di accogliere i poveri…un monito, legittimo, doveroso…ricordare ai razzisti che questa non è la loro casa, ci si devono sentire stranieri in questa casa”.

GM