Strage di Caselle, chiesto l’ergastolo per la colf

Strage di Caselle, i due arrestati (foto segnaletica Carabinieri)
Strage di Caselle, i due arrestati (foto segnaletica Carabinieri)

E’ stata chiesta la condanna all’ergastolo Dorotea De Pippo, la cinquantaduenne che prestava servizio in qualità di colf presso l’abitazione di Giorgio e di Mariangela Allione, uccisi a Caselle, in provincia di Torino, assieme alla madre della donna, Emilia, ai primi di gennaio del 2014. A commetterle materialmente il tripolice omicidio fu Giorgio Palmieri, il convivente della donna, arrestato poche ore dopo la strage. Il 56enne aveva subito confessato il crimine, raccontando di aver ucciso i due coniugi con un tagliacarte, trovato per strade, e di essersi poi scagliato contro la vittima più anziana “perché mi aveva visto in faccia. Le ho detto di non urlare, di fare finta di niente, ma lei ha gridato lo stesso”.

Palmieri, già condannato all’ergastolo, aveva proseguito: “L’arma l’ho trovata per strada, vicino alla villetta era un tagliacarte, l’ho affilato come potevo e me lo sono messo in tasca. Poi ho suonato al citofono: ho spiegato che ero lì per restituire un prestito di 500 euro fattomi dal signor Claudio. In realtà volevo i loro soldi: ho debiti e siamo sotto sfratto. Mi hanno fatto entrare, hanno chiuso i cani nel seminterrato e siamo saliti al primo piano, in cucina. Mi hanno offerto un caffè, l’atmosfera era cordiale”. Per i pm torinesi Fabio Scevola e Roberto Sparagna, la De Pippo sarebbe invece l’ideatrice della strage.

 

GM