Yara, Bossetti e le due fatture sospette…

Yara Gambirasio
Yara Gambirasio

Procede il processo a Massimo Giuseppe Bossetti e intanto emergono altri indizi che rischiano di inguaiare ancora di piùl’unico accusato per l’omicidio di Yara Gambirasio.

Gli inquirenti, il 23 luglio del 2014 hanno perquisito la casa del carpentiere di Mapello, alla ricerca di documenti e prove che possano aiutare a ricostruire i suoi movimenti nel giorno in cui fu uccisa la 13enne di Brembate. Polizia e carabinieri hanno passato al setaccio ogni cosa, vestiti, ricevute, bollette, supporti informatici e telefonini. Ma – ricostruisce un servizio di Quarto Grado andato in onda ieri sera – la loro attenzione viene catturata soprattutto da due bolle d’accompagnamento conservate in camera da letto e non insieme al resto della documentazione fiscale. Una riguarda l’acquisto di una giacca e di altro materiale da muratore avvenuto a Villa d’Adda (Bergamo) proprio il 26 novembre 2010 – giorno della scomparsa della tredicenne -, l’altra l’acquisto di sabbia in una ditta di Chignolo d’Isola – non lontano dal campo dove fu ritrovato il corpo della ragazzina – risalente al 9 dicembre 2010.

Perché Bossetti le teneva separate dal resto? Che volesse nascondere qualcosa?

MD