Siria, già iniziati i raid russi contro l’Isis

La città di Homs (BASSEL TAWIL/AFP/Getty Images)
La città di Homs (BASSEL TAWIL/AFP/Getty Images)

Vladimir Putin non perde tempo, così a qualche ora di distanza dal vertice con il presidente Usa Barack Obama le forze russe hanno già dato il via ai raid aerei sulle postazioni dell’Isis in Siria, in particolare nei pressi della città di Homs. Lo confermano fonti statunitensi alla Cnn, mentre l’ong Osservatorio nazionale per i diritti umani parla di 27 civili uccisi, tra i quali sei bambini, appartenenti allo stesso nucleo familiare. Solo in mattinata era arrivato il via libera ai raid da parte del Parlamento russo, votato all’unanimità, mentre nelle scorse ore si erano registrati bombardamenti alle postazioni Isis da parte della Francia.

Sembra in ogni caso rientrata la situazione di tensione tra Usa e Russia che si era registrata nei giorni scorsi, prima del vertice Putin-Obama, in particolare grazie al decisionismo del presidente russo, intenzionato comunque ad andare avanti per la sua strada qualora non si fosse raggiunto un accordo per un’azione comune. L’intervento russo, fa sapere il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, avviene su richiesta precisa di Bashar al Assad, che ha scritto a Putin una lettera, come confermato dalla presidenza della Repubblica siriana: “Qualunque incremento nel sostegno militare russo alla Siria è avvenuto, e sta avvenendo come risultato di una richiesta formulata dallo Stato siriano”.

In sostanza, dice Peskov, la Russia “è l’unico paese che agirà su base legittima”. Ma i timori del Paese ex sovietico riguardano anche le continue adesioni di cittadini russi all’Isis, come ha rivelato il capo dell’amministrazione presidenziale, Serghiei Ivanov, citato dall’agenzia Tass, il quale ha precisato che “la decisione di impiegare le forze armate russe in Siria è stata dettata dalla necessità di difendere gli interessi nazionali e non per raggiungere obiettivi o soddisfare ambizioni in politica estera”.

GM