Istanbul, l’Isis rivendica: è caccia all’attentatore

Iakhe Mashrapov (foto dal web)

E’ stato identificato l’attentatore armato di kalashnikov e vestito da Babbo Natale,  che la notte di Capodanno è entrato in un night club di Istanbul, nella zona europea e ha aperto il fuoco. Si tratta di Iakhe Mashrapov, 28 anni, con passaporto del Kirghizistan. Lo riferisce la tv di stato turca Trt. A quanto pare, aveva ottenuto i documenti il 21 ottobre nella piccola Repubblica dell’ex Unione Sovietica e un mese dopo era già in Turchia. Il vice primo ministro turco, Numan Kurtulmus, citato dalla Bbc, aveva spiegato che le autorità erano in possesso delle impronte digitali e di una descrizione di base dell’attentatore

Il membro del governo aveva anche sottolineato: “Abbiamo informazioni sulle impronte digitali e sull’aspetto del terrorista. Il passo successivo sarà quello di cercare di identificarlo nel più breve tempo possibile. Speriamo non solo di trovare il terrorista, ma anche le sue connessioni e quelle persone che gli hanno garantito sostengono all’interno e all’esterno del club”. Nelle scorse ore, poi sono state diffuse nuove immagini del 28enne Iakhe Mashrapov e la polizia ha provveduto all’arresto di 12 persone sospettate di legami con il killer. Tra gli arrestati, anche sua moglie, che ha negato di sapere che l’uomo fosse un fondamentalista.

E’ arrivata nelle scorse ore poi la rivendicazione dell’attentato, diffusa dall’agenzia di stampa Amaq, legata proprio all’Isis: “Continuando le benedette operazioni che lo Stato islamico sta conducendo contro il protettore della croce, la Turchia, un eroico soldato del califfato ha colpito una delle più famose discoteche in cui i cristiani celebrano la loro festività apostata”.  L’attentato, l’ennesimo di un anno di sangue per il Paese, ricorda per modalità quello del Bataclan a Parigi, così come molte vicende di persone comuni ricordano quelle delle vittime degli attentati francesi. Arrivano infine altre testimonianze di quanto accaduto l’altra notte: “Ripenso a quei momenti, non posso cancellarli dalla mia memoria. La gente in preda al panico, il sangue, il rumore degli spari”, ha raccontato all’Afp un sopravvissuto franco-turco, Yusuf Kodat.

GUARDA VIDEOSELFIE

GM