Decine di foto hard: così una donna teneva sotto scacco una città

(websource/archivio)

Ci sono tutti gli elementi per un nuovo scandalo a luci rosse, che è chiamata ad accertare la polizia postale la quale ha sequestrato lo smartphone di una donna, una quarantenne insospettabile della quale non si conosce l’identità. I fatti sono avvenuti all’isola d’Ischia: la donna – da quanto si apprende- risulterebbe indagata per aver molestato e forse anche ricattato – utilizzando svariati profili falsi sui social – decine e decine di uomini sposati. Il suo atteggiamento, viene spiegato, ha creato non pochi imbarazzi e tensioni all’interno di molti nuclei familiari, soprattutto dove il marito è spesso un noto professionista residente nell’isola. Nella rete della quarantenne, definita una stalker seriale, sarebbero caduti avvocati, medici, ingegneri, insegnanti.

La quarantenne, residente ad Ischia Porto, avrebbe agito con la complicità di un uomo, a carico del quale sono in corso ulteriori accertamenti. Per mesi, in base ai primi accertamenti, avrebbero tenuto in scacco le sue vittime e le loro famiglie. Gli indagati sono accusati di reati molto gravi, come lo stalking e la sostituzione di persona, oltre che di diffamazione e divulgazione di materiale pornografico. Gli investigatori del commissariato di Ischia, delegati dal pubblico ministero Giuseppe Cimmarotta, che è titolare dell’inchiesta, stanno però eseguendo ulteriori accertamenti per scoprire se vi siano stati ricatti a scopo estorsivo. La quarantenne, da parte sua, si sarebbe autoproclamata “vendicatrice di mogli tradite”. Le sono stati sequestrati smartphone e tablet direttamente a bordo della nave da crociera sulla quale era in vacanza con il marito, poiché al momento del blitz gli agenti del commissariato di Ischia non l’hanno trovata al suo domicilio.

Dopo che i poliziotti si sono allontanati dall’abitazione, c’è stata immediatamente la telefonata del vicequestore Alberto Mannelli al comandante della nave che in quel momento si trovava nel porto di Palma de Maiorca. Questi ha avuto la delega di perquisire la cabina della coppia, sequestrando i loro cellulari e dispositivi portatili, compresi i computer, nei quali erano conservate le prove di quanto ha commesso la donna. Secondo quello che trapela, per arrivare al suo scopo, la presunta stalker utilizzava falsi profili femminili – pare almeno quattro – e dopo aver ottenuto l’amicizia degli ignari professionisti isolani in qualche caso riusciva a ottenere foto compromettenti, in cambio di suoi scatti espliciti. Successivamente, contattava mogli e fidanzate, a cui mostrava le prove del tradimento virtuale.

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GM