Duro colpo per l’Ue: la Repubblica Ceca si sgancia dall’euro

(websource/archivio)

Dieci mesi dopo la Brexit e a pochi giorni dalle importanti decisioni del governo conservatore di Theresa May, arriva in queste ore un altro duro colpo all’euro e all’Unione Europea: la Banca nazionale cèca ha deciso di sganciare la valuta nazionale, la corona, dalla moneta unica presente in altri Paesi europei. In sostanza, per tre anni, il tasso di riferimento è rimasto praticamente fisso e pari a 27 corone cèche per euro, mentre oggi viene abbandonato. La sensazione di molti analisti è che possano anche essere abbandonati i propositi di entrare nella moneta unica, che la Repubblica Ceca, paese piccolo ma altamente industrializzato, si era posta come obiettivo. Peraltro, dei Paesi dell’euro fa parte la Slovacchia, con la quale la Repubblica Ceca ha a lungo formato uno Stato unico e una delle maggiori e più tecnologicamentre avanzate economie mondiali.

Sullo sfondo della scelta di “smarcarsi” dal cambio fisso con l’euro ci sarebbero le elezioni politiche, alle quali il premier socialdemocratico Bohuslav Sobotka vuole arrivare da posizioni della minor debolezza possibile, vista anche l’ascesa di movimenti euroscettici sia a destra che a sinistra, ma anche il contributo degli speculatori internazionali. Da quel che si apprende, infatti, i fondi hedge, che hanno comunemente carattere speculativo, hanno scommesso 65 miliardi di dollari su una rivalutazione della corona, costringendo la Banca nazionale di Praga a interventi sui mercati. La vicenda ricorda quella della Svizzera, che già nel gennaio 2015 si era mossa per far sì che il franco svizzero si sganciasse dall’euro. In quel caso, l’euro venne colpito con il piú massiccio deprezzamento da quando esiste, mentre quello che è già stato ridefinito ‘Czexit’ dovrebbe avere effetti di minor entità sulla stabilità della moneta unica.

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GM