Compravendita di senatori: arriva la prescrizione per Silvio Berlusconi

(Sean Gallup/Getty Images)

L’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è stato prescritto dall’accusa di compravendita di senatori dalla seconda sezione della Corte di Appello di Napoli. Insieme all’ex premier è arrivata anche la prescrizione per il faccendiere ed allora direttore de ‘L’Avanti’ Valter Lavitola. La compravendita di senatori avveniva nell’ambito di quella che è stata ribattezzata ‘Operazione Libertà’. In primo grado, entrambi gli imputati sono stati condannati a tre anni di reclusione. Nel corso della sua requisitoria nel corso del primo processo, il procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli aveva chiesto una condanna a cinque anni di reclusione per Berlusconi, accusato di corruzione, e di quattro anni e quattro mesi per Lavitola.

Fondamentale per imbastire il processo fu il “pentimento” dell’ex senatore Idv, Sergio De Gregorio. Questi sostenne di aver ricevuto denaro da Silvio Berlusconi, tra il 2006 e il 2008, attraverso il faccendiere Lavitola, per passare con lo schieramento di centrodestra e far cadere il governo Prodi. Il passaggio di denaro, secondo l’accusa portata avanti dai pm di Napoli Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli, avveniva sotto forma di finanziamenti al movimento ‘Italiani nel mondo’ di Sergio De Gregorio.

Dopo la sentenza di primo grado, l’ex premier aveva parlato ancora una volta di una “persecuzione giudiziaria” messa in atto per ledere la sua “immagine di protagonista della politica”, quindi aveva aggiunto: “Resto sereno, certo di aver sempre agito nell’interesse del mio Paese e nel pieno rispetto delle regole e delle leggi, così come continuerò a fare”. La sentenza odierna della Corte d’Appello, presieduta da Patrizia Mirra, è stata emessa dopo tre ore e mezza di Camera di Consiglio. I giudici hanno comunque sottolineato che sussiste il reato di corruzione, mentre da parte loro i legali di Berlusconi – avvocati Niccolò Ghedini e Michele Cerabona – avevano chiesto l’assoluzione, sostenendo che non erano veritiere le parole di Sergio De Gregorio e ribadendo il principio dell’insindacabilità del voto dei parlamentari previsto dalla Costituzione.

TUTTE LE NEWS DI OGGI – VIDEO

GM