Trump, pronta bomba da record per la Corea del Nord

(Websource/thesun.co.uk)

Donald Trump potrebbe utilizzare un’altra bomba non nucleare anche più grande di quella sganciata pochi giorni fa in Afghanistan e con la quale ha colpito 37 militanti dell’Isis. Stavolta il bersaglio sarebbe rappresentato da alcuni siti nucleari sotterranei della Corea del Nord. L’ordigno è conosciuto come MOP (Massive Ordnance Penetrator) e si tratta per l’appunto della più grande bomba non nucleare che gli Stati Uniti hanno a disposizione. Dal peso di 15 tonnellate (contro le 11 della MOAB, la “Mother of All bombs afghana), l’ordigno è stato sviluppato nel 2004 e progettato per cancellare le strutture poste sottoterra utilizzate dai regimi di Iran e Nord Corea. Nel 2013 il MOP è stato ridisegnato per avere ulteriore potenza esplosiva, allo scopo di distruggere anche i bunker più impenetrabili, come riporta il ‘Wall Street Journal’. E mentre i filmati dei test non sono mai stati resi pubblici, i funzionari statunitensi hanno confermato che la riprogettazione ha avuto successo. Due dei colossali esplosivi da 21 metri di lunghezza possono essere trasportati sui 20 bombardieri B-2 degli Air Force americani tenuti nella base aerea nel Missouri.

Bombe sul mondo

Nonostante il MOP non sia mai stato usato in combattimento, le crescenti tensioni tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord potrebbero far si che le cose cambino in questo senso. Fin dal 1960 il paese asiatico ha costruito circa 8.000 siti sotterranei, stando ad un rapporto stilato nel 2015. Giusto tre settimane fa il presidente americano Trump aveva sganciato ‘la Madre di tutte le Bombe’ su una grotta occupata da miliziani jihadisti in Afghanistan. Al suo interno erano stipati novemila kg di esplosivi ed era la prima volta che il letale congegno bellico veniva utilizzato in battaglia. I devastanti effetti sono anche stati catturati in un filmato realizzato dal Pentagono, con l’enorme esplosione che ha distrutto una serie di tunnel utilizzati dai combattenti dell’Isis nella provincia di Nangarhar, villaggio a 20 miglia di distanza dal confine col Pakistan. Testimoni della città di frontiera di Goor Gari hanno dichiarato che l’esplosione era stata così forte da far pensare loro che la bomba fosse stata sganciata nel loro villaggio. Shah Wali, 46 anni, che vive a nove miglia da Nangarhar, ha detto che l’esplosione era talmente forte da svegliarlo. Un altro residente ha aggiunto: “Tutta la mia casa tramava: quando sono uscito ho visto fuoco ovunque e tutta la zona stava bruciando”.

S.L.

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