Pier Silvio Berlusconi: “Che incubo, piangevo tutte le sere”

Pier Silvio Berlusconi (Getty images)

Pier Silvio Berlusconi è senza dubbio uno degli imprenditori italiani di maggiore spicco a livello internazionale, ma l’inizio della sua carriera è stato decisamente complicato. Figlio di una figura certamente ingombrante, ma soprattutto competente come Silvio Berlusconi, nel 1994 – quando il padre decise di entrare in politica – il giovane Pier Silvio si è ritrovato di colpo a dover prendere le redini dell’azienda di famiglia. Un’impresa ardua a soli 25 anni, come ha spiegato lui stesso in un’intervista rilasciata a Repubblica: “A un certo punto mio padre è scomparso, non l’ho più visto. Da un giorno all’altro è sparito”. In quel momento Pier Silvio ha capito che toccava a lui farsi avanti, ma superare quel periodo è stato un vero e proprio calvario: “Quando mio padre scelse la politica scomparve dall’azienda, era sempre stato così presente. Ricordo quel periodo come un incubo. Camminavo nei corridoi e le persone uscivano dalle stanze. Venivano da me e mi chiedevano ‘Allora qui che facciamo? Andiamo avanti con questo progetto?’. Io mantenevo i nervi saldi, ma quando tornavo a casa piangevo. Ho pianto tutte le sere. Lo so, è imbarazzante, ma è la verità. Ero giovane. Sono cresciuto, oggi sono un’altra persona”.

“Papà? Spero ritorni”

Berlusconi Jr ha avuto modo di parlare tre giorni fa, alla presentazione dei palinsesti per la prossima stagione televisiva di Mediaset, di altri aspetti. Non manca una stoccata alla Rai, “che turba il mercato perché vive di pubblicità e canone e rappresenta una realtà ibrida. Questo rappresenta un problema non da poco per tutte le realtà editoriali di oggi, ed è il solo caso del genere in Europa”. Su Fabio Fazio, a sua volta in polemica con la televisione di Stato e con il quale ci sarebbe stato un contatto, Pier Silvio Berlusconi dice: “Ci siamo parlati, ma mai con l’intenzione di raggiungere un accordo. Ho sempre pensato che rimanesse alla Rai”. E com’è la situazione odierna nella sua realtà lavorativa? “La pay tv classica non è più quella di una volta, ha costi di abbonamento elevati e non ci sono margini per una crescita di mercato. Premium evolve verso Infinity, poi abbiamo ancora i diritti per un anno di Champions League, ma andiamo verso una offerta a pagamento che vive di canali ‘over the top’. La nostra priorità resta la Serie A, anche perché sulla Champions consideriamo inaccettabile l’attuale divisione di pacchetti, che per il digitale era insufficiente. La prossima volta invece diremo la nostra”. Per finire Pier Silvio Berlusconi conferma l’acquisizione di Radio Subasio e del Canale 20 del digitale terrestre: “E’ già in onda una programmazione volta a quelli che saranno i nuovi programmi al via in autunno. Attendiamo l’ok delle autorità preposte, ma sono operazioni ormai concluse”. E non manca un riferimento al padre: “Spero torni in campo per risollevare le sorti dell’Italia”.

S.L.

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