Pedofilia, il pm Forno accusa la chiesa e Alfano invia gli ispettori a Milano

l ministro della Giustizia Angelino Alfano

Pietro Forno, procuratore aggiunto della Repubblica a Milano, è il padre del pool investigativo che dal 1992 ha riorganizzato le indagini nel capoluogo lombardo sulle violenze sessuali e sulla pedofilia. Forno ha rilasciato ieri a ‘Il Giornale’ un’intervista che ha fatto e fa ancora discutere. Già da qualche tempo l’opinione pubblica sta assistendo, non senza sbigottimento, alle rivelazioni riguardanti le molestie subite da minori da parte di funzionari ecclesiastici in vari paesi. In questo quadro si inseriscono le rivelazioni del procuratore aggiunto: ne emerge un ritratto quasi nauseante, di una chiesa che insabbia la verità per timore degli scandali, che non punisce i sacerdoti colpevoli di reati a sfondo sessuale e che chiude entrambi gli occhi difronte ad un fenomeno paurosamente radicato. Nel corso dell’intervista Forno ha infatti accusato le gerarchie ecclesiastiche di non denunciare gli episodi di pedofilia. Oggi arriva la pronta risposta del Ministero della Giustizia. In una nota si legge che il ministro Angelino Alfano “viste le dichiarazioni rese ieri alla stampa dal procuratore aggiunto di Milano dott. Forno, che ha accusato le gerarchie ecclesiastiche di coprire i sacerdoti responsabili di gravi fatti di pedofilia, considerato il carattere potenzialmente diffamatorio di tali dichiarazioni, ha dato mandato al suo ufficio ispettivo di verificare se il dott. Forno con tale condotta abbia violato i doveri di correttezza equilibrio e riserbo che devono essere particolarmente osservati nella trattazione di procedimenti delicati come quelli per reati di pedofilia, reati che vanno perseguiti con estrema decisione ma evitando pericolose generalizzazioni”. In sostanza, sta partendo un’ispezione dei confronti del pm, decisione che suscita qualche perplessità. Sembra quasi un’intimidazione o una punizione per un magistrato che sta facendo il proprio lavoro. Il pm si è comunque detto tranquillo, dichiarando che fornirà agli ispettori del ministero tutte le spiegazioni necessarie. Varie invece le risposte da parte del mondo politico. Non può mancare la voce dell’Italia dei Valori, attraverso le parole del portavoce Leoluca Orlando: “è grave che il ministro della Giustizia abbia avviato un’ispezione nei confronti del magistrato Pietro Forno – dichiara Orlando – che ha avuto il coraggio di denunciare le presunte omertà sui casi di pedofilia all’interno delle gerarchie ecclesiastiche. Alfano dovrebbe congratularsi con il pm milanese e dovrebbe fornire più strumenti al comparto per arrestare i criminali e fermare l’abominio della pedofilia. Con questa ispezione il ministro sembra invece voler intimidire i magistrati che lavorano per difendere i bambini dagli orchi, solo perché sarebbero coinvolti alti prelati e sacerdoti. Alfano chiarisca la sua condotta in Parlamento o si dimetta”. A fare da contrappeso alla disapprovazione dei perfidi giustizialisti ci sono le dichiarazioni provenienti dal Pdl. Il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, per esempio, approva incondizionatamente l’operato del guardasigilli. “Bene ha fatto Angelino Alfano a mandare gli ispettori a Milano dopo le dichiarazioni del procuratore aggiunto Pietro Forno – sostiene  Lupi – Le parole di Forno sono gravissime e assolutamente fuori luogo. Il giudizio del Papa su questo argomento è netto e ben espresso nella lettera inviata ai cattolici d’Irlanda. Non c’è alcuna volontà di coprire o insabbiare quelli che il Papa definisce con durezza ‘atti peccaminosi e criminali’. E’ ora di smetterla con questi attacchi strumentali che, colpendo la Chiesa, minano le basi stesse della nostra società”.
Che fortuna vivere in un paese civile, dove la legge è uguale per tutti!

Tatiana Della Carità