Quest’anno la Giornata mondiale della Salute, indetta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) il 7 aprile, porterà l’attenzione ai problemi dell’urbanizzazione legati al benessere del cittadino. In primo piano, gli effetti del traffico stradale sulla salute umana, le emissioni di gas serra ma anche i cambiamenti climatici. L’iniziativa del 2010, con lo slogan “1000 città per 1000 vite”, ha due obbiettivi: coinvolgere mille città nella limitazione del traffico urbano e nella promozione di attività fisiche ma anche raccogliere mille storie di “campioni della salute urbana”, ovvero le testimonianze di uomini che hanno realizzato azioni significative per la salute nelle loro città. Per il momento, hanno aderito 844 città in tutto il mondo, tra le quali 5 in Italia: Udine, Treviso, Arezzo, Imola e Olevano Romano. Tra il 7 e l’11 aprile, le città, che hanno risposto all’appello dell’Onu, promuoveranno programmi destinati alla rivalutazione delle aree verdi cittadine, forum di discussione sulla salute e campagne di pulizia degli spazi pubblici. In Italia, la staffetta comincerà ad Udine con due progetti: il progetto pilota Pedibus, un servizio mattutino di accompagnamento a piedi per i bambini di due scuole elementari e un progetto che coniuga l’attività fisica alla socializzazione, con passeggiate di gruppo su strade urbane ed extra urbane. L’8 aprile, Imola chiuderà il centro al traffico stradale, lasciando spazio ad eventi all’aria aperta, mentre in periferia, alcuni professionisti illustreranno ai cittadini delle pratiche per tenersi in forma. Il 10 aprile, toccherà al Comune di Arezzo che ospiterà mercatini di prodotti sani, giochi per bambini all’aperto e iniziative scolastiche, ma anche gare di bicicletta e di corsa. Infine, il Comune di Olevano Romano, in provincia di Roma, il 10 e 11 aprile, promuove la festa della salute, durante la quale saranno organizzate partite amichevoli tra i giovani e passeggiate per la città; mentre l’11 aprile, è attesa una corsa libera per le strade cittadine che, per l’occasione, saranno chiuse al traffico.

Il numero delle città italiane che hanno aderito all’iniziativa dell’Oms, tenendo conto anche della densità demografica, ci lascia veramente perplessi.