Terribile attacco dei Maoisti in Chhattisgarh. Sarebbero 75 le vittime, tutte agenti delle forze di polizia schierate sul territorio, dell’imboscata avvenuta stamattina nel turbolento stato indiano compreso tra Orissa e Maddhya Pradesh.

Secondo le autorità, si tratta del più grave attacco contro i poliziotti indiani mai compiuto dai ribelli di estrema sinistra attivi lungo il Corridoio Rosso, ovvero quell’area che taglia da Nordest a Sudovset l’intera nazione, dove sono diffusi i gruppi di guerriglia maoisti. Secono le ricostruzioni, ad innescare la battaglia sarebbe stata l’esplosione di una mina in cui è rimasto coinvolto un mezzo della polizia. Sul luogo sono quindi giunti rinforzi, subito attaccati dai guerriglieri che si erano nascosti in attesa del momento di agire. Il luogo dell’azione è ancora una volta il Dantewada, zona maggiormente colpita dalla presenza dei maoisti, dove da settimane è in corso l’operazione Green Hunt. Il ministro degli Interni P.K. Chidambaram ha commentato l’accaduto definendolo: “una trappola tesa dai naxaliti (i maoisti ndr) che mostra tutta la loro brutalità e crudeltà”.

L’ultimo precedente degno di nota appena due giorni fa, domenica, in Orissa, dove i maoisti avevano preso di mira un’altra pattuglia della polizia uccidendo 11 agenti. I dati di questo primo trimestre, dimostrano come l’insurrezione dell’estrema sinistra indiana continui a farse più violenta e brutale, ancor più del 2009, anno record in quanto a vittime. I maoisti hanno dichiarato che intensificheranno gli attacchi se il governo non ritirerà le truppe schierate per l’operazione Green Hunt.

Emanuele Confortin