Tatarstan, nel commercio estero il primo partner è l’ Italia

Nel 2009 il volume del commercio estero della repubblica costituente del Tatarstan è stato pari a 13,5 miliardi di dollari. L’anno scorso il maggiore partner commerciale estero del Tatarstan è stata l’Italia che, secondo le statistiche ha fornito a questo territorio della Russia prodotti e servizi per oltre 1,1 miliardi di dollari. Seguono la Turchia, la Polonia, i Paesi Bassi e la Germania.
La crisi finanziaria globale, che ha colpito duramente l’economia del Tatarstan, uno dei maggiori territori petroliferi della Russia (per un approfondimento si può consultare il no.116 del “Notiziario dai mercati Csi”), ha spinto il Governo locale a cercare nuove possibili linee internazionali di cooperazione economica e commerciale: i funzionari del Governo del Tatarstan hanno compiuto decine di viaggi all’estero per promuovere il potenziale economico e commerciale di questa repubblica autonoma della Russia.
Per semplificare l’organizzazione dei contatti tra Russia e Italia, nei prossimi mesi a Kazan, il capoluogo del Tatarstan, sarà inaugurato un centro consolare italiano, che concederà i visti d’ingresso in Italia agli abitanti del Tatarstan e delle regioni circostanti. Finora i centri consolari italiani in Russia avevano sede soltanto a Mosca e a San Pietroburgo. Ma nel 2010 il Governo italiano, il principale promotore  dell’idea di abolizione reciproca dei visti d’ingresso tra la Russia e i Paesi dell’Unione europea, ha preso la decisione  di inaugurare in cinque città “chiave” della Russia (Kazan, Samara, Novosibirsk, Nizhnij Novgorod e Krasnodar) dei centri consolari. Inoltre sono stati nominati dei consoli onorari italiani in molte altre città della Russia. Così, lo scorso marzo, Ernesto Ferlenghi, capo della Rappresentanza in Russia dell’Eni, è stato nominato console onorari per la regione gas petrolifera di Novij Urengoj, nella regione autonoma di Jamalo-Nenetskij.
Nella situazione in cui diminuisce la domanda internazionale di petrolio (il principale prodotto all’esportazione del Tatarstan), il Governo di Kazan ha tracciato un nuovo programma economico e finanziario per il 2010, basato su un attivo coinvolgimento di investitori strategici internazionali nelle speciali zone economiche industriali e commerciali, costituite dall’Amministrazione regionale. Obiettivo: lanciare una serie di progetti innovativi di carattere industriale e di alte tecnologie.
Questo programma deve aiutare le autorità regionali a far fronte alla disoccupazione, uno dei principali problemi di carattere economico e sociale del Tatarstan. Attualmente i disoccupati sono 68.200, ovvero il 3,33%  della popolazione economicamente attiva. Questo dato è pari al 50% del tasso medio dei disoccupati in tutta la Russia (6,8% della popolazione economicamente attiva del Paese), ma il Governo del Tatarstan è molto preoccupato: fino al 2009 il territorio soffriva di una notevole scarsità di manodopera qualificata.
Per canalizzare il processo di ricerca degli investitori strategici nell’economia del Tatarstan, lo scorso 26 marzo su proposta del neo presidente di questo territorio musulmano della Russia, Rustam Minnikhanov, è stata costituita la Compagnia internazionale del Tatarstan per gli investimenti.
Come promotore e coordinatore del progetto, il Governo del Tatarstan ha scelto la Banca islamica per la cooperazione e lo sviluppo (Arabia Saudita).
In questo contesto il presidente del Tatarstan ha sottolineato che il territorio è molto interessato a un notevole aumento dei contatti economici e degli interscambi commerciali con il mondo islamico e non solo. Gli investimenti esteri sono indispensabili per non permettere che il processo di ammodernamento tecnologico dell’industria del Tatarstan si soffochi durante il periodo post crisi.
In particolare, il Governo del Tatarstan sta cercando attivamente banche estere che possano essere interessate a finanziare  progetti innovativi.
Da anni in Tatarstan è molto attiva Intesa Sanpaolo che, tramite la propria sussidiaria russa, la Banca Intesa, ha aperto a Kazan ben cinque filiali.
La Banca Intesa è coinvolta nel finanziamento di alcuni importanti progetti connessi all’industria dell’energia e alle sue infrastrutture.
Per favorire l’afflusso di imprenditoria internazionale nel Tatarstan è stato deciso di costruire a Kazan uno dei più moderni e attrezzati business-center di tutta la Russia.
Ci si aspetta che la nuova Compagnia internazionale per gli investimenti del Tatarstan diventi un motore vero e proprio per l’elaborazione e per la promozione di progetti nella regione. I primi risultati saranno presentati al Forum finanziario del Tatarstan, in programma il 26-29 giugno.
Una delle priorità è lo sviluppo delle biotecnologie ultramoderne: per il 2020 il Governo del Tatarstan insieme a investitori privati internazionali intende investire in alcuni progetti biotecnologici fino a 10 miliardi di dollari, di cui un miliardo sarà stanziato dal Governo federale della Russia, altri due miliardi saranno attinti dal bilancio del Tatarstan, mentre sette miliardi di dollari dovranno arrivare da investitori privati.
Il Governo del Tatarstan ha già varato un apposito programma per il periodo 2010-2020, che prevede una serie di agevolazioni fiscali per gli investitori interessati nello sviluppo delle biotecnologie in Tatarstan. Per questo sarà costituito un Fondo governativo per lo sviluppo delle biotecnologie.
Nell’ambito del progetto nei prossimi 10 anni in Tatarstan dovranno essere costruiti due moderni stabilimenti industriali per la produzione di biofarmaci, un complesso industriale per una profonda trasformazione del frumento. Saranno avviate piantagioni di alberi a crescita accelerata, oltre alla produzione di combustibile biologico.
Gli analisti russi hanno sottolineato che per realizzare questo programma ambizioso il Tatarstan avrà bisogno dell’aiuto di specialisti internazionali, in primo luogo italiani, il Paese leader mondiale delle innovazioni biotecnologiche.

Notiziario dai mercati Csi