Raffaele Bonanni, Segretario Cisl.

Secondo uno studio compiuto dalla Cisl, a marzo la cassa integrazione è tornata a crescere.  La punta massima si è avuta in Lombardia, dove la Cig ha avuto un incremento del 50’%.

L’Osservatorio mensile della Cisl su cassa integrazione e occupazione, evidenzia come da febbraio, le ore di cassa integrazione autorizzate siano riprese a salire, con un aumento del 29% in marzo, raggiungendo il livello di 122,6 milioni di ore. L’aumento è essenzialmente omogeneo nelle diverse aree del Paese, ma vi sono situazioni di criticità, come quella della Lombardia. Aumenti rilevanti si riscontrano anche in Basilicata, Marche, Puglia, Abruzzo e Toscana.

L’aspetto preoccupante è che ad aumentare è stata, soprattutto la cigs (cassa integrazione guadagni straordinaria), ossia quella dalla quale è più difficile rientrare al lavoro. Il peggioramento è dovuto al settore meccanico, dove la cigs cresce del 60%, e rappresenta oltre la metà delle ore autorizzate nell’industria. Nel commercio, la cigs aumenta del 39%.

Ad allarmare è soprattutto il fatto che la Cigs abbia superato la Cigo (ossia la cassa integrazione ordinaria, da dove è praticamente scontato che si possa rientrare). Questo vuol dire che sono in atto profonde ristrutturazioni aziendali. La conseguenza sarà che a crisi finita gli occupati saranno meno di quando è iniziata. Inoltre, si stanno perdendo contratti a tempo indeterminato, che verranno sostituiti con contratti a progetto o a tempo determinato. Creando un mondo del lavoro ancora più precario. Questa incertezza influenzerà negativamente i consumi, rappresentando, quindi, una zavorra per la ripresa e lo sviluppo.

Marco di Mico