Casal di Principe, voto di scambio tra partiti e camorra nel regno di Gomorra

Sono cinque, per il momento, gli indagati per un presunto voto di scambio tra partiti e camorra nell’ambito del voto elettorale per il rinnovo del consiglio comunale a Casal di Principe conclusosi oggi pomeriggio. I cinque sono accusati di associazione mafiosa e voto di scambio politico-mafioso. E’ questo il risultato di una giornata di perquisizioni, nove in tutto, eseguite dai carabinieri del comando provinciale di Caserta e dai carabinieri della compagnia di Casal di Principe.

Sono cinque complessivamente gli indagati nell’ambito di una inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli su episodi di presunto voto in cambio di denaro con soggetti collegati alla criminalita’ organizzata relativamente alle amministrative a Casal di Principe, nel casertano, comune noto alle cronache come roccaforte del clan dei Casalesi. Dalle prime ore del pomeriggio, nell’ambito di attivita’ di contrasto al condizionamento elettorale attuato dalla camorra, i carabinieri hanno proceduto alla notifica di cinque “Informazioni di garanzia” nei confronti dell’ex assessore Antonio Corvino, eletto con una lista civica di centrodestra e ricandidatosi, Demetrio Corvino, Angelo Ferraro, Roger Ferraro e Sebastiano, Ferraro. Alcuni degli indagati sono candidati in appoggio al candidato sindaco del centro destra Elio Natale, altri in quelle nate dall’alleanza tra centro sinistra e Udeur, a sostegno del candidato Pasquale Martinelli. Sebastiano Ferraro, 4 anni fa, era candidato a sindaco. Altri indagati sono ritenuti dagli investigatori contigui alla locale criminalita’ organizzata. Contestualmente i militari dell’Arma, alla chiusura dei seggi per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale di Casal di Principe hanno dato esecuzione a decreto di perquisizione emesso dalla procura di Napoli neei confronti dei cinque. Perquisiti, tra l’altro, l’ufficio di Antonio Corvino, la sede del comitato elettorale del Pdl e quella dell’Udeur. I reati ipotizzati sono il 416 bis (associazione mafiosa) ed il 416 ter (voto di scambio politico – mafioso).

Tra gli indagati vi è quindi un assessore comunale uscente del Pdl di Casal di Principe e un consigliere comunale di Caserta appena eletto dell’Udeur. Altri due indagati sono presunti affiliati al clan dei Casalesi del gruppo Schiavone. Tutti e cinque comunque -secondo quanto trapela da fonti investigative- sarebbero riconducibili alla cosca capeggiata da Francesco Schiavone. I carabinieri hanno sequestrato un’ampia documentazione nel corso delle nove perquisizioni eseguite. Il forte sospetto e’ che vi sia stato un “giro molto largo di voti per il rinnovo del Consiglio comunale di Casal di Principe, con elargizioni di denaro per acquisire preferenze”. Adesso dovra’ essere esaminata tutta la documentazione per chiarire se vi siano altri personaggi coinvolti in questa vicenda, i rispettivi ruoli e le cifre stanziate per l’acquisto dei voti.

Caiazzorinasce