24 anni fa, l’esplosione di Chernobyl

    La notte tra il 25 e il 26 Aprile 1986, il reattore dell’unità 4, che doveva essere spento per manutenzione di routine,  viene utilizzato per un esperimento sull’impianto elettromeccanico. Succede alle ore 01:23:58 nella centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina ( allora parte dell’Unione Sovietica). Un’esplosione che produce un inquinamento radioattivo 100 volte più alto di quello prodotto dalle bombe di Hiroshima e Nagasaki. In un primo momento le Autorità Sovietiche tengono nascosto l’accaduto (ordinano l’evacuazione dopo 36 ore, e sarà la Svezia a scoprire e a rivelare la presenza di perdite radioattive) e inviano squadre di pulizia e vigili del fuoco ignari della pericolosità della situazione. Le gravi conseguenze psichiche e fisiche degli abitanti si protraggono fino al presente, rivelando dati e stime spaventose. Nelle aree circostanti i tassi di incidenza del cancro sono aumentati del 40%, percentuale che aumenta vertiginosamente man mano che ci si avvicina a Chernobyl. Anche i tassi di incidenza di leucemia, malattie respiratorie, immunitarie, cardiovascolari, sono aumentati da 2 a 4 volte. Le conseguenze, però, non sono circoscritte soltanto all’area colpita: i fenomeni meteorologici hanno trasportato le nubi radioattive su metà del pianeta, soprattutto nell’Europa Settentrionale.

    Oggi, il disastro nucleare viene ricordato in tutta Italia. E’ Legambiente, appoggiata dalle tante organizzazioni ambientaliste, a promuovere iniziative e manifestazioni. All’Università L’Orientale di Napoli si terrà una conferenza esplicitamente contro il nucleare, i verdi simuleranno un incidente nucleare davanti a Montecitorio, mentre una staffetta antinucleare partirà da Civitavecchia fino a Montaldo di Castro. Molte delle iniziative fanno parte del progetto Cernobyl Day, organizzato dall’associazione francese “Sortir du nucléare” .

    Silvia Pino

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