Monta la pressione franco-tedesca sulla Grecia. Ma Atene si mostra fiduciosa sull’esito dei negoziati, con il ministro delle Finanze greco George Papaconstatinou che reputa ”irreale” l’ipotesi di un’uscita dall’euro e afferma: gli investitori che scommettono contro la Grecia ”perderanno anche la camicia”. ”L’accordo sta accelerando e questo e’ positivo, naturalmente”, osserva il governatore della Banca d’Italia e presidente del Financial Stability Board, Mario Draghi.

La Grecia si attende infatti il via libera del Fondo al pacchetto di aiuti entro i primi 10giorni di maggio: le risorse europee e del Fmi – precisa Papaconstantinou – saranno versate simultaneamente.

Mentre Francia e Germania vogliono condizionare gli aiuti ad Atene all’attuazione di politiche rigorose, senza le quali Parigi e Berlino minacciano di dire no.

Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble spiega che la Germania potrebbe opporsi alla richiesta di aiuti se Atene non mettera’ in atto, nei prossimi anni, una ”decisa politica di rigore”: ”Il fatto che – avverte – ne’ la Ue ne’ il governo tedesco abbiano gia’ preso una decisione in proposito, significa che questa potra’ essere positiva o negativa”. ”Abbiamo bisogno di tempo per esaminarela richiesta, il governo – aggiunge – non prendera’ una decisione se non dopo l’approvazione del Consiglio della Ue”. “Il Fondo monetario internazionale deve concentrarsi sui propri compito chiave”.

Rincara la dose critica il presidente della Bundesbank Axel Weber al Frankfurter Allgemeine Zeitung. Secondo Weber e’ “problematico”il fatto che il Fmi si esponga in operazioni, come quella di assistenza alla Grecia, che va oltre il suo compito chiave di finanziare i disavanzi di parte corrente. “Non considero saggio – aggiunge Weber – un ampliamento del mandato del Fmi” e finanziare il debito della Grecia e piu’ in generale l’indebitamento di un paese membro costituisce un'”interpretazione molto ampia del suo mandato”.

Parole severe anche dal ministro francese Christine Lagarde, secondo la quale i Paesi della zona euro devono essere solidali ma non compiacenti con la Grecia. Secondo la CommissioneEuropea, la Germania ha il diritto di bloccare la messa in atto del piano di aiuti alla Grecia nel caso in cui lo ritenesse necessario.

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