Vibo Valentia, Catanzaro e Caserta: le città in mano agli usurai

La crisi economica rischia di consegnare migliaia di famiglie italiane nelle mani degli usurai, soprattutto al Sud dove l’usura è un’emergenza. E’ l’Italia “incravattata” che emerge da un’indagine dell’Eurispes, realizzata sul territorio nazionale, tra il 21 dicembre 2009 e l`11 gennaio 2010, su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 1.191 cittadini. L`Eurispes ha tracciato una mappa dell’Italia formulando un Indice di Rischio Usura (IRU), fondato sull`analisi di quelle variabili di contesto socio-economico che si ritiene possano influenzare il grado di vulnerabilità e/o permeabilità di un territorio rispetto all`usura. Un fenomeno solo in parte quantificabile sulla base del riscontro giudiziario delle denunce, come dimostra la differenza sostanziale tra il numero di quest`ultime e quello del numero di richieste di assistenza ed aiuto rivolte agli osservatori privilegiati, quali le Fondazioni Antiusura o le stesse associazioni di categoria. Particolarmente a rischio le province della Calabria, della Campania e della Sicilia.

A fronte di un indice 100 (il più alto) a Vibo Valentia, seguita da Catanzaro (99,3) e Caserta (98,3) e all’ottavo posto Agrigento (91) corrisponde un valore zero a Trento, preceduta da Bolzano (5,6) e Bologna (6,3) spia del forte squilibrio del Sud nei confronti del Centro Nord. Il 25,2% degli intervistati ha risposto di essere a conoscenza di persone che si rivolgono agli usurai per ottenere prestiti. La percentuale di quanti sono a conoscenza di persone che hanno fatto ricorso a prestiti usurai è più elevata, e addirittura sopra la media nazionale, nelle regioni del Mezzogiorno (30,7%) seguite da quelle del Centro Italia (29,1%). Al Sud inoltre è più alto rispetto alle altre aree geografiche il numero delle mancate risposte 6,6%. La maggiore vulnerabilità del Mezzogiorno rispetto al resto d`Italia trae origine dalla persistenza, a livello regionale e provinciale, di talune condizioni che l’Eurispes ritiene favoriscano il diffondersi del fenomeno dell`usura, tra cui: l`elevato tasso di disoccupazione; il Pil pro-capite notevolmente inferiore rispetto alla media nazionale; la diffusione della criminalità (estorsioni, associazioni a delinquere); le crescenti difficoltà economiche di famiglie e imprese (protesti, sofferenze, cessazioni di impresa); la minore presenza di banche sul territorio (sportelli, comuni serviti) e le difficili condizioni di accesso al credito (tassi di interesse medi attivi superiori rispetto alla media nazionale).

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