Da Sofia il presidente del Consiglio è volato a Tripoli, vertice con il colonnello. La Craxi: “Gli affideranno Goedli”. Il cittadino elvetico incarcerato per 4 mesi ha lasciato il Paese su un volo di linea. Sbloccata la situazione dei tre motopescherecci italiani che erano stati sequestrati.

TRIPOLI – Missione libica per Silvio Berlusconi. Da Sofia, prima meta di una giornata di impegni internazionali, il presidente del Consiglio è volato a Tripoli, dove ha incontrato Gheddafi. Poche ore prima, in Bulgaria, aveva dato una risposta sibillina a chi gli chiedeva se avrebbe riportato con sé il cittadino svizzero trattenuto da mesi dalle autorità libiche: “Questo lo vedrete”. In serata Max Goeldi ha effettivamente lasciato la Libia, partito su un volo di linea. Una coincidenza di tempi di certo non casuale, tanto che il premier libico Bagdadi Ali al Mahmoudi ha dichiarato all’Ansa: “Il ruolo del premier Silvio Berlusconi per risolvere il contenzioso tra la Libia e la Svizzera è stato determinate” e per questo motivo “lo Stato libico ringrazia l’Italia per tutti gli sforzi messi in atto” per risolvere questo problema.

Il premier italiano si è recato nel pomeriggio nella tenda del leader libico montata all’interno della caserma Bad el Azyzyia a Tripoli. Insieme al presidente del Consiglio sono entrati anche il ministro degli Esteri svizzero Micheline Calmy-Rey e il ministro degli Esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos, il mInistro degli esteri libico Moussa Koussa e l’ambasciatore tedesco a Tripoli. Poco dopo tutti gli altri sono usciti, lasciando Berlusconi e Gheddafi da soli. La ministra svizzera ha affermato che nel frattempo Max Goedli si stava recando all’aeroporto internazionale con un visto d’uscita e che avrebbe presto raggiunto la Svizzera.

Emiliano Stefanelli