Gerusalemme, scoperto il più antico documento scritto

Un piccolo frammento di argilla, datato al XIV° secolo a.C., è stato ritrovato negli schiavi nei pressi delle antiche mura di Gerusalemme. Contiene il più vecchio documento scritto mai ritrovato a Gerusalemme, e testimonia l’importanza della città nella tarda Età del Bronzo, molto prima di Re Davide.

Il frammento è stato scoperto sotto uno strato risalente al X° secolo a.C., datato al periodo del Re Salomone, nell’area di Ophel, tra la Città di Davide e il muro sud della Città Vecchia di Gerusalemme.

E’ grosso 2 x 2,8 centimetri, e spesso un centimetro. E’ parte di una tavoletta contenente simboli cuneiformi in Accadico. Le cose più straordinarie sono lo stile e la realizzazione del documento, che sembra essere stato scritto da uno scriba di altissimo livello che preparò le tavolette all’interno della casa reale del tempo.

Tavolette contenenti messaggi diplomatici erano spesso scambiate tra i re dell’antico Medio Oriente, come sostiene Wayne Horowitz, dell’ Hebrew University Institute of Archaeology. Ed è questo il caso della tavoletta appena ritrovata: si tratta di una lettera ad Akhenaton, il “faraone eretico” che governò l’Egitto durante il XIV° secolo a.C.

Dal frammento è possibile distinguere parole come “tu”, “tu eri”, “più tardi”, “da fare” e “loro”.

Si ritiene che il frammento sia contemporaneo alle 380 tavolette scoperte nel XVII° secolo ad amarna, in Egitto, negli archivi di Akhenaton.

Akhenaton, padre di Tutankhamun e figlio di Amenhotep II, è noto come il faraone eretico per aver introdotto una religione monoteista dominante, cercando di far dimenticare il pantheon egizio attraverso il culto di Aton, il dio solare.

Gli archivi di Amarna includono tavolette inviate ad Akenaton dai re sottomessi di Canaan e Siria, e mostrano le complesse relazioni diplomatiche tra i regni.

Il frammento più vecchio, prima della scoperta di questo pezzo di argilla, era considerato essere un reperto ritrovato in un tunnel nella stessa area, e che venne datato all’ VIII° secolo a.C.

Daniele Bagnoli