Intercettazioni, il Pdl presenta i sei emendamenti di modifica al ddl

Oggi il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia alla Camera Enrico Costa presenterà sei emendamenti al ddl intercettazioni contenenti varie modifiche al tanto discusso provvedimento. Tra le modifiche previste ci sono quelle riguardanti i ‘reati spia‘ (tranne l’usura) -per i quali verrà applicata la procedura prevista per i reati di mafia e terrorismo- e le intercettazioni ambientali, per le quali è in programma una certa riduzione delle limitazioni: nei luoghi non privati, infatti, le intercettazioni stesse potranno essere effettuate anche se non si avrà la certezza che nell’area che si intende controllare si stia svolgendo un reato. Si tratta dunque di cambiamenti che rendono leggermente più ‘soft’ la cosidetta ‘legge bavaglio‘ e che si avvicinano ad alcune delle richieste avanzate dagli esponenti della maggioranza più vicini a Gianfranco Fini, e proprio oggi -con la riunione di finiani convocata in mattinata dal presidente della commissione Giustizia di Montecitorio Giulia Bongiorno- si saprà se l’intesa tra le due linee presenti nel Pdl è stata davvero raggiunta.
Tra gli esponenti dell’opposizione e all’interno dell’Anm permane invece lo stato d’animo di scetticismo e insoddisfazione nei confrondi della norma. “Aspettiamo di leggere quali saranno gli emendamenti, non corriamo dietro agli annunci -ha dichiarato ieri Luca Palamara, presidente dell’Anm- ma non possiamo che ribadire il giudizio negativo su questo testo. In particolar modo il ddl è sbagliato nella parte in cui risulta fortemente limitativo dello strumento investigativo e del diritto di cronaca“. Nel Pd, d’altra parte, l’impressione è che il governo abbia apportato delle modifiche di facciata, senza intaccare però la sostanza (e quindi la parte più pericolosa) del testo. Donatella Ferranti, capogruppo del partito in commissione Giustizia, ritiene che ci sia comunque “un concreto pericolo per l’accertamento dei reati contro ignoti, poiché si richiede sempre uno stadio di investigazioni troppo avanzato”. “L’altro elemento importante -prosegue ancora Ferranti- è che si sconfessa comunque la legge Falcone, perché restano fuori i delitti di criminalità organizzata, quelli dei colletti bianchi e quelli finalizzati a episodi di corruzione”.

Tatiana Della Carità