Spagna Campione del Mondo, a Madrid centinaia di migliaia di persone in piazza con i giocatori

MADRID (Spagna), Giornata straordinaria per la Spagna. A Madrid centinaia di migliaia di persone hanno accolto come eroi i campioni del mondo, i protagonisti dell’impresa che ha portato alla prima coppa del Mondo della storia spagnola. Una giornata iniziata con l’arrivo nella capitale, proseguita con le visite ufficiali, prima il re e poi il premier, e conclusa con la lunga sfilata nella vie della città e la festa a Puente del Rey, tra centinaia di migliaia di tifosi in delirio.

l’atterraggio a madrid — Ore 15, arrivano i campioni. Puntuale, a bordo di un airbus dell’Iberia, la Spagna del c.t. Del Bosque atterra a Madrid, attesa da pochi tifosi, comunque rumorosi. I primi a scatenare la gioia dei sostenitori iberici sono stati i piloti, sventolando bandiere spagnole dai finestrini. Sulla fiancata del velivolo, ben visibile, la scritta “Campeones”, la stessa parola scandita a gran voce dalle persone presenti all’aeroporto. Poi è toccato al portiere e capitano Iker Casillas alzare la Coppa e dare inizio alla festa.

MAREA ROSSA — Iker Casillas è stato il primo a uscire dall’aereo e a scendere la scaletta, seguito dal c.t. Del Bosque. Per entrambi, una lunga ovazione, proseguita con la “processione” degli altri campioni, da Piqué a Xabi Alonso, passando per Fabregas. Nessun contatto con i tifosi, che ieri sera davanti ai maxischermi di Madrid erano in trecentomila. L’arrivo della Roja non era previsto nella cerimonia ufficiale, come successo agli Europei del 2008, per questo si sono presentati in pochi a Barajas. La squadra, successivamente, si è recata in un hotel per mangiare e riposarsi prima della festa vera e propria, il cui inizio è previsto a partire dalle 19 fino a notte inoltrata. Prima dell’appuntamento con i tifosi due incontri importanti

l’accoglienza del re — Alle 18 la famiglia reale spagnola al completo ha ricevuto la nazionale campione del Mondo con tutti gli onori nel Palazzo reale di Madrid. Il re Juan Carlos, che non era potuto andare in Sudafrica per problemi di salute, la Regina Sofia, i Principi delle Asturie e la infanta Elena hanno accolto molto affettuosamente le “Furie Rosse” nel salone delle colonne del palazzo. Il capo di stato spagnolo ha salutato con un forte abbraccio il capitano Casillas e il c.t. Vicente del Bosque. Il re ha fatto a tutti i complimenti ed ha dedicato altri due abbracci agli autori degli ultimi due gol della seleccion, Carles Puyol e Andres Iniesta, mentre la regina sfoggiava per l’occasione un vestito completamente rosso. “Siete un esempio di sportività, nobiltà e di squadra”, ha detto il re nel suo discorso, nel quale ha ringraziato la Roja per “aver fatto vibrare tutta la Spagna e aver realizzato uno dei nostri sogni”. Il re ha voluto rendere uno speciale omaggio a Del Bosque per il lavoro di squadra realizzato ed ha chiuso il suo discorso con un “viva la seleccion, viva Espana”. Casillas ha regalato al re una maglietta della seleccion con la scritta “campeones del mundo” e ha passato la coppa prima al monarca, per la foto ufficiale, e poi anche all’infanta Leonor, la piccola figlia dei principi. I due autobus della Roja sono stati accolti dalle campane lanciate al volo della vicina cattedrale dell’Almudena e tutto è stato accuratamente studiato per dare la massima importanza ad un momento storico. Nel Salon de las columnas del palazzo infatti si firmò 25 anni fa l’entrata della Spagna nella Cee.

gli applausi di zapatero — Ore 19, tocca al premier Zapatero tenere in mano la coppa più attesa. Terza tappa madrilena per la Spagna campione del mondo. Gli uomini di Del Bosque sono infatti arrivati al Palazzo della Moncloa, sede del governo. “Mi congratulo con tutti – ha detto Zapatero -. Questa è la vittoria dei 23 giocatori della squadra, ma anche di tutti quelli che lavorano dietro a questa squadra e di di tutti gli spagnol. Hanno dimostrato di essere i migliori al mondo fuori e dentro il campo”. Dopo aver ringraziato il il c.t. Del Bosque, Zapatero ha chiesto ai tifosi presenti davanti al palco un appluaso per Iniesta, autore della rete che ha dato il successo alla Spagna: “Un giocatore che ha qualità umane e calcistiche”. E rivolto a Casillas: “Che paratona!”, riferendosi alla prodezza su Robben.

il sogno di alvaro — C’è tempo anche per commuoversi. Durante la visita al premier un tifoso speciale ha sollevato la coppa del Mondo. È Alvaro, il figlio 15enne di Del Bosque, affetto da sindrome di Down. Il c.t. aveva detto ai suoi ragazzi: se vinciamo, vi chiedo solo di far salire Alvaro sul pullman per festeggiare con voi. E loro hanno fatto di meglio: hanno regalato ad Alvaro una maglia di riserva della nazionale, quella blu, oltre alla classica “roja” già indossata dal ragazzo all’arrivo alla Moncloa. E l’hanno applaudito nella felicità generale, davanti alle telecamere nel giardino del palazzo della Moncloa.

la lunga sfilata — Comincia la sfilata, quella che non si dimentica più, quella tra la gente che urla, applaude, brinda. Le strade di Madrid sono un fiume giallorosso: bandiere, sciarpe, magliette. Una città addobbata per festeggiare un’impresa storica. Villa e compagni salgono sul classico bus scoperto e iniziano il loro entusiasmante viaggio tra la folla verso il centro della città: tappe obbligate piazza di Spagna e la fontana di Cibele. C’è chi parla al telefono, chi si sporge per fare qualche foto memorabile, di quelle che restano tutta la vita. Sono emozionati i giocatori, quanto la gente che li aspetta per vedere la Coppa anche un solo secondo.

“la più grande festa di spagna” — Il pullman cammina a passo d’uomo e arriva sulla grande piazza davanti a Puente del Rey intorno alle 23, dove ha inizio il gran finale della “fiesta” dei neo campioni del mondo. È il nostro Circo Massimo. Il giallo e il rosso al posto dell’azzurro. Gli spagnoli ad attendere la squadra sono meno degli italiani quattro anni fa, ma parliamo comunque di centinaia di migliaia di persone. Il giornalista della tv pubblica che commenta la serata parla della “più grande festa della storia della Spagna”. La gente canta, balla sulle note della Waka Waka di Shakira e soprattutto sventola bandiere. Alle 23,20 la squadra riesce finalmente a salire sul palco. Partono i flash di tutta la piazza e loro, medaglie al collo, bandiera e bottiglia in mano, saltano sulle note di The Final Countdown degli Europe. Poi arriva lei, tra le mani di Casillas: la coppa del Mondo. Il capitano sembra il meno esaltato, forse è solo il pià emozionato. E il grido “campeones campeones” sale forte a riempire tutta la città.

reina e la maglia di fabregas — Casillas è il primo a parlare, ma il boato vero è per Iniesta. Che prende il microfono e non riesce a trattenere le lacrime. Esordisce così: “Grazie al polpo siamo campioni!”. I giocatori hanno voglia di ridere e festeggiare, urlano come pazzi e “cabrones” è la parola più usata per descrivere i compagni. Solo Del Bosque tenta di mantenere un certo contegno: “Abbiamo vinto e lo abbiamo fatto alla grande: siamo stati un esempio per tutti”. Poi dilaga Reina, che si impossessa del microfono e chiama uno per uno i compagni e scherza con Fabregas, gli fa indossare la maglia del Barcellona e dice: “Tu sei il futuro di questa squadra”.

Gazzetta.it