Sudafrica, esercito contro il rischio xenofobia

Contro il rischio di una nuova ondata di violenze xenofobe contro gli immigrati africani, quando ancora nel Paese sventolano le bandiere dei 32 Paesi che hanno partecipato al Mondiale di calcio, il governo sudafricano fa scendere in campo l’esercito.

La ministra della Difesa Lindiwe Sisulu ieri ha ordinato che l’esercito dispieghi immediatamente soldati nelle zone a rischio a protezione degli stranieri. Da alcuni giorni e’ stata intensificata anche la vigilanza dei corpi di polizia e e’ stato reinsediato un Comitato interministeriale per coordinare le informazioni e le azioni per contrastare l’insorgere di pogrom anti immigrati.

Da mesi nelle zone piu’ povere delle township e delle baraccopoli di Johannesburg e di Citta’ del Capo, gli immigrati di altri Paesi africani, soprattutto Zimbabwe, Mozambico e Somalia, vengono quotidianamente minacciati da bande di sudafricani, spesso criminali comuni, spesso ubriachi. La minaccia ai ‘makwerekwere’ – termine dispregiativo per ‘straniero’ – e’ sempre la stessa: se non ve ne andate, appena finisce il Mondiale vi ammazzeremo tutti, vi bruceremo insieme alle vostre cose, sara’ peggio di due anni fa. Gia’ dalla settimana scorsa centinaia di famiglie hanno iniziato a fuggire verso i Paesi di origine.

Nel maggio 2008 la violenza xenofoba, covata da tempo, esplose di colpo e fece oltre 60 morti, un numero imprecisato di feriti e circa 100.000 sfollati, prima che il governo intervenisse per bloccarla. Gli immigrati, calcolati in circa cinque milioni in un Paese con quasi 50 milioni di abitanti e il 25% di disoccupazione, erano e sono tuttora accusati di rubare il lavoro ai sudafricani, di dedicarsi a attivita’ criminali.

Membri del governo e reponsabili della sicurezza hanno minimizzato finora il pericolo, nonostante le messe in guardia di organizzazioni religiose e umanitarie, e, all’inizio di giugno, dei cosiddetti ‘Anziani’, un gruppo di ex leader mondiali fra cui Nelson Mandela. Giovedi’ scorso il ministro della Polizia Nathi Mthethwa parlava di ‘voci che alimentano un’isteria di una possibile esplosione di violenza’. Il ministro aveva detto che per ora ci sono solo immigrati che tornano volontariamente a casa, e si era spinto a accusare non meglio identificati ‘politici’ di fare i ‘venditori ambulanti di paura’. Ieri anche Zuma ha parlato di ‘voci’.

E’ auspicabile che abbiano ragione loro. Ma nella grande township di Khayelitsha e in altre zone attorno a Cape Town negozi di somali e di altri immigrati africani sono gia’ stati assaltati, e la polizia ha dovuto sparare proiettili di gomma per disperdere gruppi di saccheggiatori. Altri somali sono stati attaccati in township di Johannesburg. Venerdi’ a Cape Town un giovane dello Zimbabwe e’ stato scaraventato fuori da un treno in corsa da una decina di persone che lo accusava di ‘rubare il lavoro si sudafricani’, riportando gravi fratture.

Ieri la ministra Sisulu si e’ recata a Cape Town insieme a Mthethwa per verificare di persona la situazione. Quindi l’ordine di mobilitazione dell’esercito.

Aduc