Google sfida Apple: pronto App Inventor, un kit di sviluppo per la piattaforma Android

Una schermata di App Inventor

VOLETE progettare e realizzare la vostra applicazione per smartphone? Come direbbe Apple, “c’è un’app anche per quello”. Solo che stavolta a beneficiarne non sono iPhone e iPad ma le piattaforme basate su Android, il sistema operativo mobile targato Google. Che ha ormai la metà della base utenti dei sistemi mobili Apple e ha da tempo doppiato Blackberry e Windows Mobile. Insomma un concorrente agguerrito che si prepara a sbarcare anche sui tablet anti-iPad in arrivo da qui a qualche mese. E Steve Jobs sa bene che da tempo il suo avversario principale non è più Microsoft ma Google.

Cosa fa. Google definisce App Inventor uno strumento potente ma non complicato. E’ quindi possibile realizzare di tutto, da semplici giochini che utilizzano le capacità dello smartphone come i sensori di movimento o il riconoscimento vocale, fino a software con strutture importanti, da utilizzare in campo professionale e educativo. Da Mountain View sottolineano che per usare App Inventor non è richiesta la conoscenza di linguaggi di programmazione. Probabilmente una risposta ad Apple che qualche tempo fa ha negato a chi sviluppa per iPhone la possibilità di scrivere software per iOs se non con gli strumenti certificati da Apple stessa, e quindi Visual C e l’ambiente Cocoa. Linguaggi che ormai qualunque programmatore è in grado di utilizzare, ma che rimangono assolutamente inavvicinabili per l’utente medio.

Come funziona. App Inventor è struttuato in “blocchi”, si può pensare a questo programma come un Lego per sviluppare applicazioni. Una struttura mutuata dall’Oper Blocks Java Library, sviluppata e distribuita dal Mit, il Massachusetts Institute of Technology. Esiste un “blocco” per ogni azione che può essere compiuta con uno smartphone Android, dall’inserimento di testo fino alla divulgazione sui social network. Il tutto attraverso un’interfaccia grafica punta e clicca, che non richiede l’inserimento di codice. Un vero e proprio kit di montaggio per applicazioni che possono anche diventare complesse. Una volta realizzato il programma con le “costruzioni”, App Inventor lo compila utilizzando i moduli Kawa, lasciando di fatto all’utente il solo compito di pensare l’applicazione, costruirla e poi utilizzarla o distribuirla. Una prerogativa finora riservata agli utenti Android, mentre sul fronte iPhone è al momento possibile solo commissionare la propria “app” a degli sviluppatori, a pagamento, e poi versare una quota mensile per il mantenimento dell’applicazione nei circuiti distributivi. Esistono anche metodi per creare applicazioni gratis, ma sono al momento piuttosto limitati e includono inserzioni pubblicitarie decise da terzi.

5 miliardi di utenti mobili. Che lo scontro nel settore sia sempre più serrato non deve stupire: secondo gli ultimi dati diffusi da Ericsson, le sottoscrizioni mobili nel mondo hanno toccato quota 5 miliardi. Un risultato in gran parte ottenuto grazie al contributo dei mercati emergenti quali India e Cina. Nel 2000, ormai una o due ere geologiche fa per questo settore, le persone che avevano abbonamenti mobili erano 720 milioni. Un numero inferiore agli attuali sottoscrittori della sola Cina. La stessa ricerca rileva che presto l’80% delle persone che accedono ad Internet si connetterà dal proprio dispositivo mobile. Una comodità certo, ma anche una necessità per chi utilizza la Rete da postazioni non fisse per lavoro, servizi bancari e professionali, sanità e scuola, o da zone nelle quali l’Adsl non arriva.

Repubblica.it