Il Senato oggi vota sulla manovra finanziaria, il Governo ha chiesto la fiducia sul maxiemendamento

ROMA – Il governo chiede la fiducia in Aula al Senato sulla manovra. Una scelta annunciata da tempo e della quale ieri il premier Silvio Berlusconi ha ribadito la necessita’ per approvare velocemente il decreto, ”come chiesto anche dall’Europa”. Adesso ripete il Cavaliere bisogna guardare avanti: ”non possiamo limitarci a piangere sui danni causati dalla crisi economica – sottolinea – dobbiamo invece ricercare tutte le strade possibili per accelerare e consolidare la ripresa”. Ma contro la fiducia si scagliano le opposizioni con il Pd che il 16 e 17 luglio tornera’ a mobilitarsi con manifestazioni in tutta Italia. ”E’ intollerabile”, dice la presidente dei senatori del partito Anna Finocchiaro. La manovra, dice il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini e’ ”inevitabile” ma e’ stata ”costruita male”. Protestera’ domani anche la Cgil, con un presidio sotto Palazzo Madama. Epifani ribadisce che anche il maxi emendamento ”conferma tutte le valutazioni critiche che hanno portato allo sciopero generale” per una manovra ”all’insegna dell’iniquita”’ nella quale ”pagano solo i lavoratori”. La maggioranza difende invece il proprio operato e sottolinea come il provvedimento sia stato ampiamente dibattuto a Palazzo Madama. ”La manovra – rivendica il relatore del provvedimento e presidente della commissione Bilancio del Senato Antonio Azzollini – e’ stata migliorata dal Parlamento e l’ha fatta il Parlamento su input del governo e con orecchie sensibili alle parti sociali e alle altre istituzioni”. ”E’ stata discussa in tutte le parti e migliorata”, sottolinea anche il sottosegretario all’Economia Alberto Giorgetti. Dopo l’ok di domani di Palazzo Madama il testo passera’ alla Camera per un via libera in tempi strettissimi, visto che il decreto e’ in calendario in Aula per il 26 luglio a soli quattro giorni dalla sua scadenza e le modifiche con un ulteriore passaggio al Senato sono off limits. Resta nel maxi-emendamento sul quale il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito ha chiesto la fiducia la proroga dei pagamenti delle ‘multe latte’ voluta dalla Lega. La Cia sara’ per questo in piazza il 22 luglio. Nulla di nuovo nemmeno sul fronte dei tagli alle Regioni che vanno dunque all’attacco, anche se rimangono spaccate sulla restituzione delle deleghe. ”Dobbiamo terminare la discussione, domani tutti ci incontreremo nuovamente”, ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. Il tentativo e’ quello di cercare una posizione comune. Niente di nuovo anche per i tagli alla cultura. Il Pd con il senatore Vincenzo Vita si scaglia contro la soppressione dell’Eti, l’Ente teatrale italiano ma denuncia anche uno ”stop di fatto al fondo per l’editoria”. Ritornano invece gli scatti per gli insegnanti. ”Sono cosi’ spazzati gli equivoci”, annuncia il segretario della Cisl Raffaele Bonanni che si attribuisce il risultato (”lo si deve solo alla Cisl, no alla protesta sterile e inconcludente di altri”). Salta invece la norma che dava la possibilita’ di derogare dalla normativa vigente sulla composizione delle classi con alunni disabili che mette un tetto a venti scolari, cosi’ come esce dalla manovra il ‘pacchetto’ sull’autotrasporto e gli autotrasportatori della Fita Cna proclamano subito uno sciopero, anche se il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli annuncia che ci sara’ a breve un decreto in materia. Spuntano infine l’aumento a 120 mesi della rateizzazione delle tasse che gli abruzzesi dovranno riprendere a pagare da gennaio e una serie di ‘paletti’ per la liberta’ di impresa riguardanti la documentazione relativa alla cittadinanza e sui beni culturali, anche se resta la contestata norma sul silenzio-assenso della conferenza dei servizi sulle autorizzazioni riguardanti il paesaggio. Sulla casse previdenziali private, poi, saltano i tagli inizialmente previsti ma rimangono limiti alle retribuzioni mentre i patrimoni immobiliari vengono messi ”sotto tutela” dei ministeri del Lavoro e del Tesoro.

Ansa