Casini, il Paese ha bisogno di un governo di larghe intese con dentro Pd e Berlusconi

Roma, 17 lug. – Parlare di un governo di larghe intese senza Silvio Berlusconi, di cui parla il Partito democratico, è un’ipotesi “al di fuori della realtà”. E’ l’opinione di Pier Ferdinando Casini che spiega all’Adnkronos: “Un governo di larghe intese mette tutti in discussione e impegna tutti a cambiare, a fare un passo avanti”. Quindi rivolto al Pd, aggiunge: “Chiedere al Pdl di aderire a un governo di larghe intese mettendo come punto di partenza il veto a Silvio Berlusconi, vuol dire essere fuori dalla realtà. Comunque, il Pd ha detto sì un governo di larghe intese e questo è già molto. Diciamo che a piccoli passi il Partito democratico si sta avvicinando a quello che sosteniamo noi”. Quanto all’ipotesi di un governo di transizione con Giulio Tremonti premier è “poco credibile. C’è uno scontro molto forte nella maggioranza, ma credo che anche questa rischierebbe di essere una scorciatoia. Che ci piaccia o no, il Pdl è Berlusconi”. “Confidare in Bruto perché tolga di mezzo Cesare, perché consenta agli altri di raggiungere l’obiettivo senza sporcarsi le mani -sottolinea- non è un percorso credibile”. Sulla vicenda P3 giudicata dal premier una ‘montatura vergognosa’ Casini rileva che questa reazione è “un segno di impotenza”. “Evocare i complotti -spiega il leader dell’Ud- di solito è segno di impotenza. E comunque sono curioso di sapere chi l’ha ordito e magari se tutto ha preso inizio a casa Vespa perché in quel caso sia Berlusconi che io dovremmo saperne qualcosa…”. Quanto all’opportunità di dimissioni per Denis Verdini e Giacomo Caliendo Casini è prudente: “Su Caliendo sospendo il giudizio. Quanto a Verdini non è uomo di governo, è un problema loro, del Pdl. Se pensano – aggiunge il leader dell’Udc – che Verdini sia la migliore espressione del loro partito, fanno bene a tenerlo al vertice”. Insomma, per Casini “i giudici devono fare il loro lavoro e saranno loro a spiegarci se la P3 è una cosa seria o una buffonata”, aggiunge Casini. “L’unica cosa che posso dire è che quando si è ai vertici dello Stato o di un partito bisognerebbe stare attenti a chi si frequenta. Insomma, io ci penserei bene prima di andare a cena con Carboni…”.

Silvio Berlusconi dice che ad agosto riorganizzerà il Pdl, ma sul tentativo del Cavaliere il leader Udc nutre molti dubbi. “Sento parlare dell’ipotesi di un nuovo predellino. Ma, se come l’altra volta sarà solo una scorciatoia per non affrontare i problemi, allora sarà anche peggio del primo”. “Se invece – aggiunge Casini – Berlusconi prende atto della situazione e si rende conto che così non si può più andare avanti, allora è un altro discorso. Con gli spot non si governa, né si risolvono i problemi”.

Mentre sul tentativo di ‘tregua’ tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini,il leader centrista preferisce tenersi fuori: “Questo è un problema loro. Sono terzo e non intendo certo mettere bocca in casa altrui”.

“La cosa che mi colpisce di più – dice però l’ex alleato – è che, a volte, nei pressi della maggioranza l’apertura all’Udc viene vista come un atto di generosità mentre l’analisi fatta dall’Udc era perfetta: il bipartitismo è fallito e il bipolarismo serve solo a far ingrossare Lega e Di Pietro. Sono gli altri che dovrebbero riflettere e comunque sono gli altri che hanno bisogno di noi…”.

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