De Berlusconiate: non c’è occasione per smentirsi

In Belgio, il noto quotidiano Le Soir le ha soprannominate “Les berlusconneries”, tanto da essere poi raccolte in un libro dal titolo omonimo, edito in Francia nel 2010 dalla casa editrice “Le cherche midi”. Le cosiddette “gaffe” del Cavaliere continuano a far parlare di sé. E se da una parte, troviamo nella notizia diffusa dall’agenzia stampa Andkronos il commento “il lupo perde il pelo ma non il vizio”, dall’altra le repliche dei politici mostrano di “stare ancora al suo gioco”. Una storia che si ripete e sotto il tiro del Premier rispuntano come sempre i nomi di Rosy Bindi e Antonio Di Pietro
Il Premier ci ricasca; è troppo difficile per lui resistere alla “battuta greve”. Infatti, quando in collegamento telefonico a Porta a Porta disse alla Bindi che era più intelligente che bella, successivamente il Premier si scusò con la Bindi sottolineando che era “una battuta a largo consumo”. Ma pare che ciò non sia stato sufficiente per un’autocritica da parte sua.
Eppure, dovremmo forse distinguere il concetto di “largo consumo” da quello di “senso comune”. Da una parte, abbiamo una terminologia propria alla mediocrità dei media odierni che annientano la capacità critica con esempi di “cultura di massa” dall’altra l’importanza del ruolo educativo della società. E’ alquanto sorprendente che in ambito istituzionale e formativo il premier possa confondere i due campi, tanto più, se ci soffermiamo sul fatto che il Cavaliere, a Milano, stava, appunto, presentando la creazione di una Università del Libero Pensiero. Purtroppo, in Italia, sono venuti a mancare alcuni grandi pensatori che, come Enzo Biagi, sapevano conquistare anche le masse, se di “libero pensiero” vogliamo parlare. Rileggendo le “Vite parallele” di Plutarco e soffermandosi sulla vita di Licurgo, che rifondò il governo di Sparta, ci domandiamo come mai i nostri politici non abbiamo molto appreso riguardo alla loro carica ufficiale che deve essere contraddistinta da un certo tipo di rigore etico. Più di due mila anni fa, Licurgo spiegava ai suoi cittadini quanto fosse importante per un politico dare per primo l’esempio etico e morale. Perché, sottolineava Licurgo, la massa era facilmente corruttibile.
In Francia, il noto sociologo Edgar Morin – da anni oramai seguito per rifondare il sistema educativo francese- ha sviluppato una teoria della complessità a partire dalla quale impostare una riforma dell’insegnamento e quella del pensiero. Senza entrare nel merito del dibattito, basta leggere nella nota di wikipedia per intuire la base filosofica di Morin: “Meglio una testa ben fatta che una testa piena”. 
Difficile, allora, ammettere la tesi dell’essere “belle e intelligenti con il 110 e lode”, se dall’altra parte abbiamo “exempla virtu” che riportano perennemente sul piatto della bilancia la discriminazione intellettuale, fisica e sessuale, nella distinzione Uomo- Donna.

Carlotta Degl’Innocenti

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