Traffico internazionale di droga, spezzato l’asse Palermo-Sudamerica: 13 arresti

PALERMO- I carabinieri di Palermo hanno eseguito 13 misure cautelari a carico di altrettanti narcotrafficanti accusati di associazione a delinquere finalizzata all’ importazione e commercio internazionale di sostanze stupefacenti, aggravata dall’ aver costituito un gruppo criminale organizzato operativo in più Stati. A capo della banda, secondo gli inquirenti, sarebbe stato un siciliano che, con la collaborazione di un esponente di spicco della camorra, latitante in Sudamerica, trattava il prezzo di ogni partita di droga con i capi dei cartelli colombiani e peruviani.

L’organizzazione, attraverso società di import-export appositamente costituite, era in grado di far giungere dal Perù e dalla Colombia, attraverso Spagna e Olanda, fino in Sicilia e nel nord Italia grossi quantitativi di cocaina purissima. La droga veniva poi venduta sulle piazze della Sicilia occidentale e dell’Emilia Romagna da affiliati all’organizzazione. Durante l’indagine, denominata Bogotà, i carabinieri hanno sequestrato circa 20 chili di cocaina pura.

Per gli inquirenti sarebbe Paolo Messina, 53 anni di Campobello di Mazara (Tp), il capo dell’organizzazione transnazionale di narcotrafficanti sgominata dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta Bogotà condotta della Procura distrettuale antimafia di Palermo, che ha portato a un ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 13 persone. Messina, secondo gli investigatori, si sarebbe avvalso della collaborazione di Tommaso Iacomino, 63 anni, esponente di spicco dell’omonimo clan camorristico, attualmente latitante in Sudamerica. Trattando direttamente il prezzo di ogni partita di cocaina con i capi dei cartelli della droga colombiani e peruviani, Iacomino avfrebbe fatto arrivare in Sicilia e nel Nord Italia ingenti quantitativi di droga purissima. Assieme a Iacomino risultano latitanti altre tre persone, ricercate all’estero.

L’operazione, coordinata dal procuratore aggiunto della Dda di Palermo Teresa Maria Principato e dai sostituti procuratori Marcello Viola e Gery Ferrara, ha consentito ai carabinieri di ricostruire e disarticolare la struttura di una complessa attività di importazione della cocaina dal Perù e dalla Colombia verso l’Italia e attraverso paesi europei, come la Spagna e l’Olanda. In questi paesi Iacomino e Messina avrebbero creato le basi per garantire la continuità del flusso di cocaina lungo l’asse Sud America-Europa, utilizzando canali di trasporto come società di import-export. In particolare Messina sarebbe stato il terminale del collegamento europeo con il Sud America. Gli investigatori attraverso le intercettazioni, rese complicate dall’utilizzo di utenze straniere che venivano continuamente sostituite, sono riusciti a ricostruire diverse fasi delle consegne delle partite di cocaina e a sequestrarne circa 20 kg.

Ansa