Cafasso, si indaga sulle cause della morte del pusher dei trans coinvolto nel caso della morte di Marazzo

Roma, 21 lug. Una perizia medico-legale affidata al perito professor Giovanni Arcudi dell’Università ‘Tor Vergata’ dovrà accertare entro 60 giorni per quali cause è morto Gianguerino Cafasso. Era il pusher dei trans coinvolto nell’inchiesta sul caso Marazzo, morto il 12 settembre dello scorso anno in una stanza dell’Hotel Romulus in via Salaria, ufficialmente per aver preso una dose di eroina-cocaina. Secondo quanto richiesto dal gip Renato Laviola, la perizia sollecitata dai difensori Valerio Spigarelli e Marina Lo Faro dovrà stabilire le cause della morte, l’intervallo tra l’assunzione della sostanza stupefacente e la morte, la preesistenza di altre patologie.

La perizia è stata disposta nell’ambito dello svolgimento del procedimento che vede indagati per omicidio premeditato aggravato i carabinieri Nicola Testini, Luciano Simeone e Carlo Tagliente, che tentarono il ricatto a Piero Marrazzo dopo che in via Gradoli ebbe l’incontro, filmato, con il trans Natalie.

Secondo la Procura la morte fu conseguente all’assunzione della droga ricevuta, secondo sempre secondo l’accusa, da Testini nella notte tra l’11 e il 12 settembre in un parcheggio nei pressi di Saxa Rubra. Nell’indagine tecnica i difensori di Testini hanno nominato come consulenti Costantino Colletta e Annunziata Lopes mentre per quanto riguarda il pubblico ministero ha indicato Mauro Iacoppini e Stefano Moriani. Il 28 settembre prossimo si terrà una nuova udienza nel corso della quale il professor Arcudi illustrerà al giudice i risultati della sua indagine tecnica.

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