Grecia, l’ omicidio di Socrate Giolias tra dubbi e misteri: ipotesi anarchica non convince

«Quello che non convince in questa strana vicenda è il fatto che un gruppo terroristico abbia ucciso Socrate Giolias, un giornalista non di alto profilo per diventare un bersaglio e un simbolo per gli anarchici insurrezionalisti», dice Nick Malkoutzis, direttore dell’edizione inglese di Kathimerini, il principale quotidiano greco. «È una strana storia e nessuno per ora può tentare di indovinare il movente che sta dietro a questo omicidio anche se va detto che Giolias era un facile bersaglio e se i terroristi volevano mandare un messaggio a tutto il mondo dei media questo era il sistema meno rischioso», aggiunge. Insomma la Grecia si chiede perplessa: perché i terroristi hanno colpito proprio un giornalista scomodo per il potere?

«Altra contraddizione: lo stile dell’esecuzione è di tipo mafioso, ma l’arma usata, una calibro nove, era stata usata in altri attacchi come nell’assassinio contro l’agente di polizia Antonis Nektarios Savvas, al commissariato di polizia di Korydallos e alla stazione televisiva Alter, tutti raid poi rivendicati dalla “Setta dei rivoluzionari”, uno dei gruppi più violenti della galassia del terrore: forse questo significa che c’è una cooperazione tra il mondo criminale e quello terroristico», aggiunge Malkoutzis ricordando che per ora nessuno ha rivendicato l’assassinio e che resta il mistero sull’ultima inchiesta annunciata dal giornalista ucciso. Si sa solo che riguardava un caso di corruzione, il bubbone che ha eroso le finanze del paese e la sua credibilità internazionale, e che avrebbe avuto effetti esplosivi una volta pubblicata sul sito Troktiko, (il roditore), il blog dove lavorava Giolias che aveva 500mila contatti quotidiani e che era la bestia nera dei politici per via degli scoop su scandali di corruzione che pubblicava. «Sito – aggiunge Malkoutzis – che però era stato attaccato da Indymedia, web dell’area antagonista».

Anche Petros Markaris, giallista, autore de “La lunga estate del commissario Charitos”, il Montalbano greco, si pone la stessa domanda nella sua casa sulla collina del Lycabettus ad Atene: perché questo specifico giornalista odiato dal potere è finito nel mirino dei terroristi? «Diciotto mesi or sono il gruppo terroristico “Setta dei rivoluzionari” aveva più volte minacciato di morte i giornalisti annunciando che “questa volta siamo venuti davanti alla porta, ma la prossima ci troverai dentro casa tua”».

«Ci sono troppe domande insolute in questo caso: la prima riguarda il fatto che dopo la morte dei tre impiegati della banca Egnatia, bruciati in un rogo provocato da un raid anarchico con bombe molotov, il sito Troktiko venne minacciato dai gruppi anarchici perché accusato di esser contro gli estremismi», dice Markaris che rilancia la possibilità che Giolias fosse un simbolo riformista per quella galassia del terrore insurrezionalista. «Secondo elemento inquietante è che per ora non c’è una rivendicazione; terzo elemento il giornalista era un facile bersaglio». «Voglio però far notare che lo stile dell’assassinio è di tipo mafioso, perché gli autori del delitto hanno bruciato l’auto e hanno sparato 16 proiettili. Questo potrebbe far pensare a un legame tra criminalità e “Setta dei rivoluzionari”, che lo ricordo, dopo lo smantellamento di “Lotta rivoluzionaria” ad opera del ministro degli Interni Michalis Chryssohoidis è considerato il gruppo terroristico più aggressivo». Markaris, come il suo famoso commissario, si limita per ora a porsi le domande giuste. Le risposte forse sono nei file del computer del giornalista, ora nelle mani della polizia. Poi, rispondendo a una domanda sulla possibilità che l’omicidio Giolias, possa dare inizio agli “anni di piombo” per il paese ribatte che non è certo il primo giornalista a morire in Grecia. «I terroristi del gruppo di estrema sinistra “17 Novembre” assassinarono il deputato e giornalista Pavlos Bakoyiannis nel settembre 1989. La verità è che la stagione del terrorismo ad Atene non è mai finita».

IlSole24Ore