Astronomia, Luna di Saturno crea giganti palle di ghiaccio

Una piccola luna di Saturno sta creando una traccia di giganti palle di ghiaccio, che per la prima volta gli astronomi sono sati in grado di individuare e seguire nella loro formazione.

L’ anello F, il più esterno degli anelli distinguibili di Saturno, è plasmato dall’ azione di Prometeo e Pandora, due lune “partner”. E’ spesso soltanto 100 km, e rimane stabile proprio grazie all’ azione di queste due lune.

Prometeo, scoperto dalla voyager 1 nel 1980, è una luna a forma di fagiolo lunga circa 100 chilometri, e considerata una “luna pastore”, una luna che mantiene un confine netto tra l’anello e l’esterno.

Pandora è stata scoperta nello stesso anno, ed è anch’essa una luna pastore dell’anello F, lunga circa 100 km e decisamente simile a Prometeo. E’ considerata partner di Prometeo per via della risonanza del moto che mantiene con questa luna.

Prometeo viaggia più velocemente delle particelle che compongono l’anello F, e ogni circa 68 giorni entra all’interno dell’anello, dove la gravità di questa luna è abbastanza forte da creare dei flussi di particelle.

Col passare del tempo, le particelle attratte o respinte da Prometeo, per la maggior parte composte da ghiaccio, possono aggregarsi e “prendere vita”, formando delle palle di ghiaccio.

E le immagini di Cassini mostrano proprio questo: ombre proiettate da oggetti creati dalla forza gravitazionale di Prometeo, grandi fino a 20 km di diametro.

“Non abbiamo mai visto questo processo prima d’ ora. Si può vedere un reale processo di causa ed effetto. Questi oggetti non esistevano prima del passaggio di Prometeo” spiega Carl Murray, della University of London e leader della ricerca.

I passaggi futuri di Prometeo potrebbero contribuire ad accrescere queste palle di ghiaccio, o a distruggerle. “Forse questi oggetti sono precursori di satelliti fatti e finiti” aggiunge Murray.

Gli anelli di Saturno sono regolati da una complessa fisica, soprattutto l’anello F, dove avvengono complicate interazioni gravitazionali tra il pianeta gassoso, i satelliti naturali e le particelle di ghiaccio. Questa fisica potrebbe servire da vero e proprio laboratorio per comprendere il processo di formazione di lune e pianeti.

“Si potrebbe pensare che gli anelli di Saturno siano una versione in miniatura del disco protoplanetario da cui si sono formati i pianeti. Avvengono gli stessi processi fisici” dice Linda Spiker, del Jet Propulsion Lab.

E’ entusiasmante sapere che nel nostro sistema solare avvengono ancora processi di formazione e distruzione simili a questo, e che potrebbero darci indizi su come i pianeti del nostro sistema planetario si siano formati da un disco protoplanetario.

Daniele Bagnoli