Piazza Fontana: è morto in Argentina l’ex terrorista nero Giovanni Ventura

BUENOS AIRES, 4 AGO – Da un angolo sperduto della ‘pampà e dalle feroci prigioni della passata dittatura ad un ristorante italiano alla moda, aperto 16 anni fa ed in cui non entrava più da quando, nel 2008, venne colpito dalla distrofia muscolare, che lo ha portato alla morte, quando ormai muoveva solo un dito. Giovanni Ventura, 65 anni, ex terrorista nero, coinvolto nell’inchiesta sulla strage di Piazza Fontana, è deceduto nella sua casa di Buenos Aires, con accanto la seconda moglie, Sandra ed il figlio Jean Francesco, sei anni. Ventura approda al Rio de la Plata dopo l’evasione da Catanzaro e riesce a nascondersi fino al 12 agosto del 1979, quando viene arrestato a Buenos Aires. Nelle carceri dei generali si muore ogni giorno. Lui viene torturato. Ma esce indenne: stando ai ‘si dicè perchè pensavano di scambiarlo con un leader dei Montoneros, fuggito all’estero. Ventura, scontata la condanna per essere entrato nel Paese clandestinamente, già in democrazia, si muove sul fronte giuridico per respingere la richiesta di estradizione italiana. La spunta. Pedro Bianchi, difensore dell’ex SS Erich Priebke, si attribuisce il merito. «Ho fatto tutto da solo», assicura però Ventura. Nel frattempo, sbarca il lunario prima insegnando italiano e anche con l’import-export con l’allora Urss. Poi apre un ristorante. Per la sua vita è una svolta. Lo chiama ‘Filò ‘, come da tradizione veneta. Anche se poi nell’insegna salta l’accento. Al ‘restò, che diventa subito alla moda, Ventura si occupa di tutto: dalla cucina strettamente veneto-italiana – una sua fissazione il menù senza un errore – al personale, tutte cameriere giovani, belle e procaci. ‘Filò è affollato da un’eterogenea clientela: politici, diplomatici, magistrati, intellettuali, artisti, giovani rockettari. Numerosi venuti dall’Italia. Tra loro, tantissimi gli amici. Molti non sanno nemmeno i suoi trascorsi. Ma nella Baires dei gossip, come era accaduto dopo la sua uscita dal carcere, con il ‘trainò della popolarità del locale per Ventura aumentano i presunti coinvolgimenti nelle più diverse trame. Accuse da destra e sinistra. «I personaggi vicini al potere politico ed economico che si muovono attorno a lui sono tanto diversi come le ideologie che rappresentano», scrive un sito. Ventura, impassibile, nega tutto. «Mai visto nè conosciuto Delfo Zorzi», assicura per esempio quando a Milano si riapre il processo per Piazza Fontana. Poi, improvvisamente, i dolori. «È sciatica», spiega agli amici. Ma, poi, arriva il bastone. Inutili gli specialisti veneti che chiama dall’Italia. Ormai resta sempre seduto ad un tavolo di ‘Filò. Ma la distrofia è implacabile.

Ansa

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